Non solo i ritardi nell’avvio del secondo ciclo dei percorsi abilitanti, un problema per molti docenti e in particolar modo per coloro i quali hanno vinto il concorso Pnrr e devono trasformare il loro contratto da tempo determinato a tempo indeterminato mediante abilitazione.
Tirocinio che costa caro
Sulla questione percorsi abilitanti tiene banco anche il tema dell’accesso alle 150 ore di permesso studio per chi frequenta questi corsi. Una problematica calda soprattutto per i docenti che devono frequentare il tirocinio formativo obbligatorio.
Molti docenti che frequentano un percorso abilitante hanno necessità di accedere alle 150 ore di permesso studio. Una condizione che riguarda in particolar modo i docenti che sono già in servizio e in base alla normativa hanno necessità di prendere parte alle ore di tirocinio formativo obbligatorio.
In mancanza di concessione delle 150 ore di diritto allo studio, per questi docenti non resta come alternativa che fare ricorso a periodi di aspettativa non retribuita. Una scelta che non si può fare a cuor leggero, perché comporta la rinuncia a ore di retribuzione.
Le alternative alle 150 ore di permesso
Ma qual è la situazione attuale per le ore di permesso? Al momento molti Uffici Scolastici Regionali (USR) stanno effettuando le necessarie verifiche per avere il quadro completo della situazione inerente alla disponibilità delle ore rimaste disponibili tra le 150 ore complessive riservate al 3% del personale.
La buona notizia è che ci sono alcune regioni, non molte per la verità, nelle quali la possibilità di presentare domanda è già stata riattivata. Chi non riesce a rientrare in questi requisiti, può sempre fare ricorso ai permessi retribuiti per partecipazione a concorsi. Il limite però in questi casi è una richiesta di cinque giorni. L’alternativa è richiedere permessi personali retribuiti della durata massima di tre giorni, utili a prendere parte alle attività formative.
