“Chi occupa una scuola deve pagare i danni”. Non usa mezzi termini il ministro Valditara per indicare le sanzioni, minime, per gli studenti che con le loro forme di protesta stanno causando danni alle strutture e alle casse dello Stato. Se protestare è legittimo, è doveroso farlo nel rispetto della cosa pubblica, oltre che naturalmente delle persone e delle forze dell’ordine.
La presa di posizione del Ministro
Il tema torna di attualità in seguito al conteggio dei gravi danni fatto all’indomani delle occupazioni in alcune scuole, che hanno coinvolto oltre 100 istituti in tutta Italia, e che hanno lasciato come triste eredità una lunga serie di danni da riparare. Esprime il suo dissenso il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenendo al Tg4, su Rete4.
Valditara si è definito “indignato e arrabbiato”, perché” in questa scuola e in altre scuole abbiamo investito dal 2022 ad oggi circa 5 miliardi di euro di fondi nazionali e altri 10 miliardi di euro di fondi Pnrr”. Il riferimento è ai danni causati dall’occupazione studentessa in un istituto della Capitale.
Valditara spiega che “dall’inizio dell’anno scolastico sono alcuni milioni di euro ormai i danni causati durante le occupazioni scolastiche”.
Chi rompe paga
Per questo non devono esserci dubbi, da ora in avanti, sulle responsabilità che chi fa danni deve assumersi, e sulle conseguenze di atti vandalici che nulla hanno a che fare con le legittime proteste studentesche. Valditara vuole “affermare un principio: chi rompe paga”, quindi “chi occupa una scuola debba assumersi la responsabilità dei danni che vengono causati. Perché questi danni altrimenti sono pagati da tutti i cittadini”.
“Noi siamo stanchi di dover ristrutturare scuole, poi vedere scempi di questo tipo. Purtroppo, non è la prima volta, anche negli anni passati sono stati causati danni al patrimonio edilizio durante le occupazioni scolastiche, danni pesanti. Credo che questo andazzo debba terminare una volta per tutte”, ha concluso Valditara.
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