Scuola

Vannacci sulle proteste scuola: “Non chiamateli studenti, sono criminali”

“Non chiamateli studenti, sono criminali”. Vannacci non usa mezzi termini per definire ciò che è avvenuto nelle piazze italiane e che potrebbe avvenire nuovamente in vista dei prossimi scioperi del prossimo fine settimana. Il leader di Futuro Nazionale non accetta che le proteste degli studenti per la scuola possano essere mescolate al vandalismo di qualcuno, che così facendo ne delegittima le intenzioni.

L’attacco ai maranza

Lo dice chiaramente Vannacci in un video, ed è il manifesto di come intende affrontare la situazione una volta che gli italiani dovessero dargli la possibilità di essere al Governo: “Per i maranza, per i delinquenti, per i criminali, per i nullafacenti, per i fannulloni, per i puzzoni che hanno spaccato le nostre città, ci vuole il pugno duro, ci vuole l’esercito nelle città, ma non a fare il piantone al barile o ad accompagnare le forze di polizia.

Non sono persone inaspettate o inedite, come le ha definite qualcuno, ma sono i figli di chi è arrivato qui da noi sapendo che sarebbe stato sfamato, educato, a cui sarebbe stato dato tutto ciò che sarebbe servito per vivere e anche di più, a cui è stato dato un lavoro, a cui è stata data la possibilità di vivere dei sussidi.

Il prossimo sciopero del 30 ottobre

Quello che questo governo, ma anche tutti quelli precedenti, ha fatto, continuando a supportare delle scelte scellerate da parte di questa Unione Europea, non ha fatto altro che portare a una sorta di cancellazione del futuro dei giovani”.

Vannacci incita invece gli studenti e invece i giovani in generale a protestare, purché si rimanga nei limiti di una protesta consentita, che altrimenti rischia di sortire l’effetto contrario: “Protestate civilmente, noi siamo con voi e vi sosterremo in ogni sede”. Un appello che torna di moda in vista del prossimo sciopero della scuola previsto per il 30 ottobre e che potrebbe portare tanti nuovi studenti nelle piazze con il rischio di infiltrazioni di chi ne potrebbe approfittare per devastare e saccheggiare.

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