Valditara non ne sapeva nulla, Salvini nemmeno. Bucalo smentisce, o almeno ci prova. I tagli alle cattedre decisi nell’ambito della manovra 2027 sembrano non aver nessun padre e nessuna madre, e non potrebbe essere diversamente considerate le polemiche che hanno generato all’indomani della loro ufficializzazione.
I tagli della manovra
In un momento in cui la scuola italiana è in forte crisi, con a supplentite che dilaga e penalizza la continuità didattica, a danno della professionalità degli insegnanti e dell’istruzione degli studenti, soprattutto sul sostegno, ridurre il numero di insegnanti nei prossimi anni è una decisione molto poco popolare, e non deve meravigliare.
Nelle ore in cui al Senato si prova a far passare l’emendamento al Decreto Scuola sul doppio canale di reclutamento docenti, assistiamo a una sorta di scarica barile in merito al taglio delle cattedre e dei posti Ata, per un totale di 7mila unità circa. Secondo il Corriere il ministro Valditara non ne sapeva nulla ed è stato il primo a restarne sorpreso.
La posizione di Salvini
Salvini invece lo dice apertamente e prende le distanze, o almeno prova a farlo, dal provvedimento: “Sicuramente il taglio al mondo della scuola in questo momento è qualcosa su cui ragionare e come Lega qualche proposta la faremo”, precisando “No, io non ne sapevo niente”.
L’attacco del Pd
Una giustificazione che però non convince i sindacati, anzi se possibile li indispettisce, così come indispettisce l’opposizione che non risparmia critiche al vicepremier. E’ il caso di Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd. “Salvini dice di non sapere niente dei tagli alla scuola e annuncia che la Lega farà delle proposte. Gli sfugge un dettaglio: la manovra porta la firma del ministro dell’Economia Giorgetti e i tagli colpiscono il ministero dell’Istruzione guidato da Valditara. Sono due ministri della Lega. Se Salvini cerca i responsabili, non deve andare lontano: chieda a casa sua, a casa Lega. Il vicepremier che oggi cade dalle nuvole siede nello stesso Consiglio dei ministri che ha approvato questa legge di bilancio. È il solito copione: Salvini parla di cose che non conosce e, quando le scelte del governo si rivelano sbagliate, la colpa è sempre di qualcun altro. Sulla scuola però lo scaricabarile non funziona”.
“Insieme ai sindacati e a tutto il mondo della scuola chiediamo l’immediato ritiro della norma. Ci auguriamo che la Lega porti queste proposte ai suoi ministri: il modo più semplice per dimostrare di non saperne niente è cancellare i tagli. Salvini chieda subito l’immediato ritiro della norma altrimenti è la solita stantia propaganda a cui non crede più nessuno”.