Lavoratori in pensione, compresi docenti e personale della scuola, a 64 anni. E’ l’obiettivo di Matteo Salvini che spiega “Penso che sia una norma di civiltà”. Da sempre molto critico rispetto alla legge Fornero di qualche anno fa, il leader della Lega da poco confermato alla guida del partito, annuncia provvedimenti finalizzati a consentire a chi lo sceglierà di andare in pensione a 64 anni invece che a 67.
Secondo il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, intervenuto a Radio 24, è una proposta concreta e fattibile, considerato che sarebbero già stati individuati i finanziamenti per abbassare l’età pensionabile e ci sarebbe già un accordo di massima. Un provvedimento che interesserebbe da vicino anche il mondo della scuola, dove il tema della necessità di andare in pensione prima considerato quanto sia usurante il tipo di lavoro svolto, è sempre attuale.
Secondo Salvini anticipare l’età pensionabile e lasciarsi alle spalle la Legge “lacrime e sangue” della Fornero varata ai tempi del governo tecnico di Mario Monti, sarà una priorità del partito a capo del quale il vicepremier è stato da poco confermato.
L’idea è quella di restituire tre anni di vita a chi deciderà di lasciare il lavoro a 64 anni. Al momento per andare in pensione bisogna attendere i 67 anni. Un provvedimento che sarebbe valido già dal prossimo anno e per quelli successivi.
Se negli anni passati questo obiettivo, già sull’agenda del partito, non è stato realizzabile per questioni di bilancio, adesso sembra il momento giusto. Ora non resta che stimare il costo dell’intervento, compito cui stanno assolvendo già il Mef e l’Inps. Secondo Salvini non ci saranno problemi di copertura. Il provvedimento consentirebbe a chi ha versato i contributi di riaverli indietro: “Penso che sia una norma di civiltà”.
Sullo sfondo resta sempre l’obiettivo di garantire ai docenti il riscatto agevolato della laurea: 900 euro per ogni anno di corso di studi che consentirebbe di andare in pensione a 60 anni.
