Si va verso un inevitabile slittamento dell’esame del Decreto Scuola, anche in virtù dei tanti, troppi emendamenti che forze politiche e sindacati hanno presentato a una legge che potrebbe incidere e non poco sul futuro prossimo dell’istruzione. A subire un rinvio, quindi, anche il possibile doppio canale di reclutamento docenti, presentato da più parti.
L’esame del doppio canale
Tra i sindacati, a presentare un emendamento al doppio canale di reclutamento sono stati Snals e Anief, che chiedono assunzioni da graduatorie provinciali in base all’esperienza accumulata in tanti anni di insegnamento da affiancare al canale dei concorsi scuola, rivelatisi negli ultimi inefficaci a superare supplentite e precariato nel mondo della scuola.
Ma un emendamento al decreto scuola sul doppio canale di reclutamento è stato presentato anche da alcune forze politiche, FdI e Lega in particolare, che propongono assunzioni da graduatorie provinciali per le supplenze quantomeno sui posti residui, estendendo di fatto al posto comune la procedura già in atto su sostegno da diversi anni che opera in seguito a immissioni in ruolo e, da quest’anno, elenchi regionali per il ruolo.
Partendo dal presupposto che un doppio canale di questo genere sarebbe comunque un notevole passo in avanti per la scuola rispetto alla situazione attuale, la critica mossa a questo emendamento sta proprio nel limitarlo ai posti residui, depotenziandolo di fatto di quella che dovrebbe essere la sua vera natura.
Rinvio di una settimana?
Come detto, in ogni caso ci sarà probabilmente da aspettare un po’ più del previsto per l’esame del testo del decreto scuola, il Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170 recante “Misure per la scuola, il PNRR e la ricerca”, pubblicato un mese fa in Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento è atteso in Senato oggi pomeriggio, 3 novembre per procedere verso la conversione in legge che non dovrebbe in ogni caso andare oltre il 29 novembre, pena il suo decadimento formale.
Gli 800 emendamenti presentati, dei quali 700 delle sole opposizioni, rallenteranno inevitabilmente la procedura almeno di una settimana.