Quali sono, secondo la Gilda, le condizioni indispensabili affinché il doppio canale di reclutamento possa funzionare? Lo ha chiesto Orizzonte Scuola a Vito Castellana, coordinatore nazionale del sindacato Gilda degli Insegnanti, durante una diretta su Orizzonte Scuola: “Il doppio canale rischia di creare nuovamente una guerra tra poveri, tra chi è vincitore di concorso e chi ha conseguito l’abilitazione.
Io stesso – ha spiegato Castellana – provengo da una sorta di doppio canale, perché all’epoca esistevano le graduatorie permanenti e quelle dei concorsi. Sono entrato in ruolo nel 2011, dopo aver iniziato a insegnare nel 2003. Quindi questo sistema l’ho vissuto direttamente, in un periodo in cui, peraltro, c’era anche il blocco del turnover.
Il problema è evidente: dobbiamo creare nuovi posti, trasformando quelli dell’organico di fatto in organico di diritto”.
La necessità di turn over
“Ma bisogna anche ringiovanire il corpo docente. Come? Le proposte non mancano. Si potrebbero valorizzare gli anni universitari ai fini pensionistici oppure consentire agli insegnanti di andare in pensione anticipatamente.
Quello dell’insegnante è un lavoro usurante. Non dimentichiamo che abbiamo a che fare con i minori e con responsabilità enormi. Di fatto, durante l’orario scolastico, agli insegnanti viene affidata una responsabilità educativa e di vigilanza che rende questa professione particolarmente complessa.
Gli insegnanti sono sempre più esposti al rischio di burnout per le condizioni che vivono quotidianamente nelle scuole: classi affollate, istituti sempre più grandi e cattedre distribuite su più plessi, che costringono spesso i docenti a spostarsi continuamente da una sede all’altra”.
Il rischio del doppio canale
“È evidente, quindi, che la condizione degli insegnanti non è semplice. Dobbiamo permettere a chi lo desidera di lasciare anticipatamente il servizio, favorendo così anche il ricambio generazionale.
Dobbiamo creare nuovi posti, progettare l’inserimento della scuola dell’infanzia nell’obbligo scolastico e, soprattutto, smetterla con l’ipocrisia dei posti in deroga sul sostegno. Perché quella dei posti in deroga è una vera e propria ipocrisia.
Solo attraverso questi interventi il doppio canale potrà funzionare realmente.
Prendiamo, ad esempio, gli elenchi regionali. Si tratta certamente di una novità positiva, ma perché quest’anno hanno funzionato soltanto in parte? Perché il sistema ha potuto contare esclusivamente sui pochi posti liberati dai pensionamenti.
Questa è la realtà: senza un aumento effettivo dei posti disponibili per le assunzioni, anche il doppio canale rischia di non produrre i risultati sperati“.
