In attesa di capire quale sarà il destino degli emendamenti al Decreto Scuola presentati da Lega e FdI che puntano a introdurre il doppio canale di reclutamento, anche se solo su posti residui, i sindacati sottolineano la necessità di interventi urgenti per la risoluzione della supplentite che sta penalizzando non solo i docenti, ma gli stessi studenti “vittime” di continui cambi di insegnante da un anno all’altro e a volte anche all’interno dello stesso anno scolastico. La decisione sull’inserimento o meno del doppio canale nel decreto scuola è in arrivo, considerato che la legge sarà in discussione in Aula a inizio novembre.
Attesa per il Decreto Scuola
Il doppio canale di reclutamento sembra al momento la soluzione ideale: consentirebbe di affiancare al sistema di assunzione tramite concorsi quello da graduatorie Gps, valorizzando merito ed esperienza accumulate dai docenti nel corso degli anni. Lo ribadisce a gran voce Elvira Serafini, segretaria generale dello SNALS-Confsal: “Non possiamo continuare a chiedere a migliaia di lavoratori competenza, responsabilità e anni di servizio per poi lasciarli nell’incertezza. La precarietà non può diventare una modalità ordinaria di funzionamento della scuola”.
Le soluzioni proposte non si discostano molto da quelle suggerite nel corso degli ultimi anni dai sindacati a da una parte politica. Proprio in questo senso va letta la proposta di doppio canale di reclutamento presentata mediante emendamento al Decreto Scuola in discussione la prossima settimana: ““Non chiediamo scorciatoie. Chiediamo che il servizio prestato e l’esperienza maturata nelle nostre scuole abbiano finalmente il giusto riconoscimento”, sottolinea Serafini.
Risposte urgenti
Nel frattempo non bisogna dimenticare che è all’esame di Bruxelles la proposta di trasformare le Gps in Gpsr, strumento che consentirebbe in tempi rapidi di adottare il doppio canale di reclutamento. Al tempo stesso, sarebbe importante ridurre o addirittura fermare i concorsi scuola, almeno per quelle graduatorie sature. Non sarà semplice, perché gli impegni presi dal Governo in ambito Pnrr obbligano a proseguire anche dopo il Pnrr 3 con un bando scuola l’anno.
Serafini ribadisce, a prescindere dallo strumento che si vorrà adottare, che “stabilizzare chi da anni lavora nella scuola significa dare dignità alle persone, ma anche continuità e forza alla scuola pubblica”.
“Su questa battaglia lo SNALS-Confsal continuerà a impegnarsi fino in fondo. Perché il tempo dell’attesa deve finire: è il momento delle soluzioni” concluse Serafini.
