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Domani sciopero scuola in tutta Italia: lezioni a rischio e allerta per i cortei nelle piazze

Domani tornano in piazza gli studenti italiani e non solo per partecipare allo sciopero proclamato per venerdì 30 ottobre in tutta Italia. Uno sciopero che non riguarda solo il mondo dell’istruzione, ma al sensazione è che la scuola sarà tra i principali protagonisti dell’agitazione promossa da Usb, l’Unione sindacale di base.

Chi partecipa

Oltre alla scuola, i disagi saranno consistenti anche per la sanità.

Ma come detto sarà proprio il mondo dell’istruzione protagonista principale dello sciopero in programma domani.

L’agitazione è stata confermata anche dal ministero dell’Istruzione e del merito, con l’avviso n. 62 del 22 ottobre. I sindacati che stanno promuovendo lo sciopero sono la Confederazione Usb, Usi-Cit, Adl Cobas, Clap, Confederazione Cobas, Sial Cobas e Cib Unicobas. Ma prenderanno parte allo sciopero anche Usi P.I., Ssb, Usi Educazione, Cub Sur, Fisi, Unicobas Scuola&Università e Cobas Pubblico impiego.

Le motivazioni dello sciopero

Lo sciopero è motivato dall’aumento del costo della vita, con richieste di aumento stipendi e riduzione dell’iva sui beni di prima necessità. La protesta riguarda anche la questione pensionistica.

Per la scuola, nello specifico, si protesta contro i pochi investimenti nell’istruzione pubblica, la “smilitarizzazione della società”, la libertà di insegnamento e la protesta contro il decreto scuola.

Dopo i fatti di Milano delle scorse settimane, massima allerta nelle grandi città per i cortei studenteschi attesi. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Gli allarmi ci sono, perché avete visto questo modo di attivazione delle piazze molto insidioso, ma nulla diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora”.

Il punto interrogativo per le famiglie

Come sempre per sapere se gli insegnanti sciopereranno, bisognerà attendere la mattina di venerdì, considerato che i lavoratori, e quindi anche docenti e personale ata, non sono tenuti ad avvisare preventivamente. Un loro diritto, che però rischia come sempre di complicare le giornate lavorative e non solo dei genitori, soprattutto di quelli più piccoli che in caso di mancato ingresso regolare a scuola devono riprogrammare la giornata.

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