Scuola

Valditara non ci sta: “Le proteste degli studenti sono senza fondamento”

“Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, commentando ciò che sta avvenendo ed è avvenuto in molte città d’Italia con studenti che sono scesi in piazza per protestare contro le politiche del Governo, in particolare su Istruzione e lavoro.

Il tetto agli stranieri

Proteste che in alcuni casi, fortunatamente isolati perché la maggior parte degli studenti hanno manifestato pacificamente, sono sfociati in episodi di violenza e vandalismo che hanno spostato il tema sul disagio giovanile, tirando in ballo anche in questo caso il ruolo della scuola, dei genitori e della società in cui vivono in generale.

Il ministro dell’Istruzione però ritiene le proteste nei confronti dei provvedimenti inerenti il mondo della scuola e dell’istruzione ingiusti e senza fondamento, e argomento nel dettaglio il perché.

Uno dei temi riguarda il tetto del 30% di stranieri che non conoscono la nostra lingua. Valditara spiega che il Governo lo ha fatto “per seguire le indicazioni Ocse secondo cui in questi casi gli apprendimenti vanno male per tutti. Abbiamo investito circa 90 milioni nei Cpia. Questa non è una misura di segregazione ma di integrazione”.

Le risorse per la scuola

Sulle risorse destinate alla scuola: “Nella Manovra di due anni fa ci fu un aumento del 9%, nella scorsa l’aumento fu dell’1,7%. Altrettanto falso è dire che siano state tagliate risorse alla scuola per destinarle alla difesa. In realtà queste ultime sono frutto di un intervento della Commissione Europea. Queste risorse non potrebbero essere in nessun modo destinate alla scuola”.

In generale Valditara osserva: “Il confronto in democrazia è fondamentale. Da quando mi sono insediato ho valorizzato le consulte studentesche perché sono rappresentative di tutti gli studenti. Il confronto deve basarsi su dati reali: è falso che ci sia stata una diminuzione di risorse destinate alla scuola durante questi quattro anni”.

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