Scuola

Stranieri in classe, Valditara: “Un genitore che possa chiedere al figlio ‘cosa hai fatto oggi a scuola’ è fondamentale”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara non ha dubbi, anche in virtù di studi che confermano il suo punto di vista, per quel che riguarda il ruolo degli studenti stranieri a scuola: “Quando all’interno di una classe, lo dicono gli studi, ci sono studenti che non parlano la lingua c’è un crollo degli apprendimenti a scapito di tutti, stranieri e italiani”.

L’importanza del dialogo

Valditara ha anche enunciato dati specifici per corroborare il suo pensiero: “I primi risultati si avvertono giù con una percentuale del 10%. Oltre il 40% il crollo è verticale. Su queste informazioni dobbiamo ragionare seriamente. Il contributo delle famiglie per la conoscenza della lingua è importante per stimolare nei giovani l’impegno e la responsabilità”.

Al di là dei numeri, degli studi e delle statistiche, il ministro dell’Istruzione parte da una convinzione personale: “Un genitore che possa chiedere al figlio quando torna a casa ‘cosa hai fatto oggi’, ‘come sta andando a scuola’, è fondamentale per la sua motivazione. Quello che abbiamo fatto in questi quasi quattro anni è storico. Dobbiamo incrementare alcuni risultati. Dobbiamo camminare per questa strada. L’obiettivo deve essere la valorizzazione di chi lavora per il futuro dei nostri figli”, ha aggiunto.

Valditara sottolinea anche con orgoglio i progressi degli studenti italiani rispetto alle altre nazioni: “Un tempo la Finlandia era il modello della scuola di eccellenza, oggi le competenze degli studenti italiani misurate dall’Ocse sono pari a quelle dei ragazzi finlandesi, la scuola italiana è al livello di quella finlandese, è risultato di cui essere orgogliosi, dà credibilità internazionale, sempre più riconosciuta”.

La questione stipendiale

Il riferimento del ministro è al Rapporto annuale OCSE Education at a Glance presentato nei giorni scorsi al Mim. Valditara ha anche ribadito la volontà di avvicinare gli stipendi dei presidi a quelli degli altri dirigenti della Pa: “Per la prima volta c’è stata una valutazione di risultato anche per poter dire che ci sono tutte le premesse per arrivare all’equiparazione delle retribuzioni dei dirigenti della scuola con quelle degli altri dirigenti”.

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