Scuola

Precari scuola: nuova condanna al Ministero per abuso di contratti a termine, anche fino al termine dell’anno scolastico

Una nuova sentenza con cui prima o poi anche il legislatore si dovrà confrontare, ribadisce il diritto al risarcimento dei precari della scuola in caso di abuso di contratti a termine. La novità, è che il riconoscimento del diritto è scattato in questo caso, secondo il Tribunale, per contratti al 30 giugno. Anche in questo caso il Ministero sarà condannato al risarcimento per gli anni in cui il docente è stato costretto a lavorare in condizioni di precariato per contratti a termine reiterati.

In attesa del doppio canale di reclutamento

Una buona notizia, in attesa che il diritto al risarcimento per abuso di contratti a termine si trasformi in diritto alla stabilizzazione. Gli emendamenti al decreto scuola presentati in questo giorno per le assunzioni da Gps posto comune e sostegno, anche se solo da posti residui, guardano proprio in questa direzione e possono essere considerati un segnale importante.

Secondo i giudici, meritano un risarcimento anche le supplenze con scadenza al 30 giugno nel momento in cui viene ravvisato un abuso nella reiterazione di contratti a termine.

La sentenza è la n. 2518/2026 ed è stata emessa dal Tribunale di Foggia, Sezione Lavoro.

La condanna nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito fa riferimento al pagamento di quattro mensilità dell’ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR, oltre accessori di legge.

La condanna

L’abuso nei confronti del docente sarebbe stato perpetrato attraverso la stipula di quattro contratti a tempo determinato, tutti con scadenza al 30 giugno, per attività di sostegno, con un impegno di 18 ore settimanali.

La sentenza è motivata con la reiterazione degli incarichi nello stesso istituto e sulla stessa cattedra e con l’assenza, nel testo dei contratti, di necessità sostitutive di altri docenti assenti.

Gianni Verga , Segretario Generale UIL Scuola Puglia: “Questa pronuncia richiama un principio fondamentale: il lavoro precario non può diventare la risposta ordinaria a un fabbisogno strutturale della scuola. Dietro ogni incarico reiterato ci sono professionalità, responsabilità e persone che garantiscono quotidianamente il diritto all’istruzione. Sul sostegno, in particolare, la stabilità del personale è una questione che riguarda insieme la dignità dei lavoratori e la continuità educativa degli studenti. Chiediamo che gli organici siano adeguati alle esigenze reali e che alle necessità permanenti si risponda con occupazione stabile”.

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