In attesa di un annuncio ufficiale da parte del ministero, o quantomeno di indicazioni più precise circa le intenzioni ministeriali sul sistema di reclutamento docenti per il prossimo futuro, continuano ad arrivare segnali indiretti circa la possibilità di un imminente nuovo concorso scuola già entro la fine del 2026.
Il parere del Cspi
Siamo nella fase post Pnrr, con gli impegni da parte dell’Italia nei confronti di Bruxelles assolti per quel che concerne le assunzioni docenti, e quindi è plausibile una maggiore libertà di manovra per quel che riguarda l’organizzazione di procedure concorsuali. La linea ministeriale e governativa è chiara ed è stata comunicata all’Europa: fermare o almeno ridurre il ricorso ai quiz a crocette per il reclutamento docenti, affiancando il sistema dell’assunzione da graduatorie provinciali mediante il doppio canale di reclutamento.
In attesa di capire cosa si potrà e vorrà fare, secondo TuttoScuola le procedure che potrebbero portare a un nuovo bando vanno avanti. Prima è arrivata la nota ministeriale n. 87 del 5 ottobre u.s. per il collaudo delle aule informatizzate nelle quali i candidati sosterranno le prove computer-based.
Poi è arrivato il parere del CSPI sulla modifica alla tabella B dei titoli valutabili per il concorso. Va detto che entrambe queste procedure non sono necessariamente legate a un imminente bando, ma certo fanno riflettere. Sempre restando al CSPI, il ministero resta in attesa di un parere sulle modifiche e integrazioni del programma del concorso (allegato A), in riferimento alle nuove Indicazioni nazionali per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo.
Le domande a risposta aperta
Sono due allegati (A e B) che in seguito alla modifica andranno a costituire i due nuovi decreti ministeriali di regolamento dei concorsi ordinari docenti. Prenderanno il posto del DM 205/26.10.2023 e del DM 206/26.10.2023.
Il cronoprogramma porta a pensare che i due nuovi decreti ministeriali potrebbero arrivare entro fine ottobre. A quel punto a novembre potrebbe arrivare un bando di concorso che coinvolgerebbe una potenziale platea di 250mila candidati. Ricordiamo inoltre che secondo l’art. 6 comma 5 con la conclusione delle prove Pnrr, il ministero può anche sostituire i quiz a crocette con una prova scritta composta da 8 domande a riposta aperta, sempre sugli ambiti pedagogico-didattici. Questo implicherebbe tempi maggiori per la correzione delle prove, e infatti secondo l’art 4 comma 2 ma in questo caso servirebbe una prova preselettiva nelle regioni e classi di concorso i in cui i candidati fossero superiori a 250 e superiori al quadruplo dei posti banditi.