Prosegue la pubblicazione dei bollettini da parte degli Uffici Scolastici per l’assegnazione degli incarichi a tempo determinato mediante algoritmo. A ottobre inoltrato, gran parte degli incarichi sono stati assegnati, ma proprio l’inizio dell’anno scolastico comporta la disponibilità di cattedre che inizialmente non erano vacanti, ma che lo sono diventate proprio dopo la presa dell’incarico da parte di alcuni docenti.
I docenti in attesa
E’ il caso di sostituzioni per maternità o malattia. Sono le disponibilità sopravvenute, che di turno in turno vanno a rimpolpare le fila degli incarichi che si possono ancora assegnare al 30 giugno e al 31 agosto.
Molti docenti che ancora non hanno ottenuto un incarico si stanno lamentando che ad anno scolastico inoltrato i bollettini ancora non sono stati pubblicati, e che si stia procedendo abbastanza a rilento da parte degli Uffici scolastici, soprattutto se si paragona l’andamento con quello degli anni scorsi.
Non è solo una percezione ma è l’effettiva realtà dei fatti, causata dal nuovo sistema di ripescaggio dell’algoritmo che torna indietro dall’ultimo docente che non ha ottenuto un incarico nel turno precedente, riprendendolo in considerazione in caso di disponibilità sopravvenute che coincidano con le preferenze espresse in occasione dell’invio della domanda per le max 150 scelte di fine luglio.
Il rovescio della medaglia
Questo comporta uno scorrimento più profondo delle graduatorie e inevitabilmente più lento. Il lato positivo è che non si risulta più rinunciatari involontari per sedi non espresse, e che ogni turno al contrario si ha la possibilità di essere esaminati nuovamente nell’algoritmo giocandosi le proprie possibilità di ottenere un incarico diventato disponibile, mentre fino allo scorso anno si restava esclusi da buone occasioni che venivano inserite nell’algoritmo in un secondo momento.
Per questo, quest’anno più che mai, fino a Natale si può sperare di ottenere un incarico anche se nei primi turni si è rimasti a bocca asciutta, e non è detto che siano incarichi di secondo fascia, anzi.
