Graduatorie, Gps e supplenze

Nomine Gps: il nuovo algoritmo che torna indietro sta dando buoni risultati

Come sta andando l’esperimento del ripescaggio docenti con il nuovo algoritmo adottato per la prima volta quest’anno dal ministero grazie alla sua introduzione nell’ordinanza che disciplina l’aggiornamento biennale delle Gps in attesa del nuovo regolamento che dovrebbe essere varato (condizionale d’obbligo) a partire dal 2028 in occasione del prossimo aggiornamento biennale?

I ricorsi degli anni scorsi

Stando ai primi riscontri, l’algoritmo che torna indietro sta funzionando. Ricordiamo che il nuovo meccanismo è stato introdotto proprio per dare una risposta alle critiche degli anni passati nei confronti dell’algoritmo che hanno poi portato anche a ricorsi in tribunale, molto spesso accolti dai giudici che davano ragione a docenti che lamentavano di essere stati ignorati dall’algoritmo nei turni successivi a quello in cui risultavano rinunciatari involontari per sedi non espresse.

Per anni si è detto che l’algoritmo non poteva tornare indietro, poi magicamente quest’anno abbiamo scoperto che non solo era una cosa fattibile, ma che avrebbe portato dei vantaggi non da poco. E così è stato, anzi così sta avvenendo considerato che l’algoritmo non ha ancora terminato il suo lavoro, che durerà di certo fino a Natale.

L’algoritmo che torna indietro sta causando turni di nomine gps più lenti e profondi considerato, che entra in azione dal secondo bollettino in poi riprendendo in considerazione docenti che nei turni precedenti non erano stati oggetti di nomina non avendo espresso preferenze coincidenti con le disponibilità in quel dato turno.

Le scelte nelle max 150 preferenze

Nei turni successivi al primo, inevitabilmente come ogni anno sono risultate nuove disponibilità che possono far gola a chi non ha ricevuto ancora una nomina. L’altro vantaggio, è che i docenti non hanno dovuto allargare eccessivamente le proprie preferenze per timore di risultare rinunciatari involontari, ottimizzando così le max 150 sedi selezionate a fine luglio.

Questo abbatte il rischio di abbandoni e rinunce successive. Una procedura che sta traendo vantaggio anche dalla nuova norma, quest’anno alla sua seconda applicazione, sulla conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie, che consente al primo bollettino di arrivare già con circa 40mila docenti in meno da lavorare in tutta Italia, già stornati con il bollettino zero in quanto assegnatari della cattedra dell’anno precedente.

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