Che il Decreto Scuola desse poco spazio al precariato degli insegnanti era apparso subito evidente fin dalla lettura delle prime bozze circolate, e la conferma è arrivata in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge.
La proposta emendativa
Per questo arriva a stretto giro di posta la proposta di un emendamento da parte sindacale finalizzato a provare a introdurre nel decreto qualcosa di più incisivo rispetto all’accesso dei triennalisti ai percorsi abilitanti e alla proroga del requisito del diploma Itp per partecipare ai concorsi scuola fino al 2027.
La proposta emendativa di Anief è quella di introdurre, in vista del prossimo anno scolastico, la possibilità di immissione in ruolo dei supplenti di posto comune da prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze. Un po’ quello che avviene già con la prima fascia gps sostegno sui posti residui dalle immissioni in ruolo e dagli elenchi regionali, con priorità sulla mini call veloce.
Una procedura che tra l’altro al momento termina con l’anno solare in corso e che avrebbe bisogno di un intervento normativo sotto forma di proroga per essere applicata anche in vista della prossima estate.
In attesa delle Gpsr
Ma l’emendamento proposto va oltre, puntando anche al posto comune, richiamando il doppio canale di reclutamento di cui si sta già ampiamente occupando Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega, con la proposta di trasformare le GPS in GPSR attualmente al vaglio di Bruxelles.
Marcello Pacifico: “Secondo noi, il decreto legge 170/26 sulla scuola deve contenere una norma che permetta di estendere il doppio canale di reclutamento alla prima fascia delle Gps, le Graduatorie provinciali per le supplenze, alle cattedre riguardanti il cosiddetto posto comune, così come avviene da qualche anno con le stabilizzazioni degli insegnanti di sostegno”.
La continuità didattica che la riduzione del precariato consentirebbe con il doppio canale, sarebbe a vantaggio sia dei docenti che degli studenti al momento costretti di anno in anno a cambiare insegnante.
