Ha fatto e farà molto discutere il Decreto Scuola 2026, ma si è rivelato abbastanza deludente dal punto di vista dei docenti precari che hanno visto l’introduzione di due sole novità per quel che li riguarda. Un po’ poco, se si considerano le aspettative di questa categoria che suo malgrado regge la scuola italiana e che attende risposte, come quelle che potrebbero arrivare dal doppio canale di reclutamento docenti.
I diplomati ITP
Intanto il Decreto Scuola prosegue il suo iter legislativo ed è approdato in Gazzetta Ufficiale con il numero 170 del 30 settembre. Proseguirà ora il suo percorso che prevede la trasformazione in Legge. Potrebbe ancora subire delle modifiche, come quelle che potrebbero arrivare da eventuali emendamenti ammissibili su argomenti che dovranno però prima essere vagliati per verificare se sono ritenuto coerenti con l’obiettivo del provvedimento.
Come detto, per i docenti precari soltanto due novità. La prima è la proroga della validità del diploma ITP per l’accesso ai concorsi. Una novità peraltro abbastanza “di nicchia” considerato che interessa un numero ristretto di personale docente precario. In ogni caso, con questa proroga viene rinviata la scadenza della validità del diploma ITP conseguito ai sensi del DPR 19/2016 e dm n. 259/2017 viene prorogata al 31 dicembre 2027.
Questo consentirà ai docenti in possesso di questo diploma di accedere ancora ai concorsi, al TFA sostegno e ai percorsi abilitanti.
I docenti con tre anni di servizio
Altra e ultima novità introdotto dal decreto scuola per i precari è quella che riguarda l’accesso ai percorsi abilitanti con 3 anni di servizio. Diventa quindi strutturale una norma che era stata individuata come transitoria per i primi tre cicli dei percorsi abilitanti per la scuola secondaria.
Saranno interessati da questa norma i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque (di cui uno specifico) svolti nella scuola statale e/o paritaria, i docenti che hanno preso parte al concorso straordinario bis e quelli che insegnano nei percorsi regionali IeFP.
Non cambiano le quote di riserva del 45% divise al 40% tra precari triennali e straordinario bis e 5% per la IeFP.
