Scuola

Precari scuola: stabilizzazione per chi ha abilitazione e un determinato periodo di servizio

Dopo un periodo in cui un docente ha prestato un meritevole servizio e ha un’abilitazione, deve succedere qualcosa. E’ il presupposto da cui parte Cisl per individuare le linee guida per una trasformazione della scuola nel prossimo futuro. Siamo nella fase post Pnrr, e dopo un lungo periodo in cui l’amministrazione in Italia ha avuto le mani legate nei confronti dell’Europa, è ora possibile ipotizzare qualche cambiamento, ricordando sempre che i vincoli non sono scomparsi improvvisamente da un giorno all’altro.

L’eccesso di precariato

E qui entra in gioco il discorso del valorizzare anni di servizio coincidenti con il precariato. Il pensiero va immediatamente al doppio canale di reclutamento docenti, che consentirebbe di assumere da graduatorie, in base ad anzianità di servizio e punteggio, i precari che ancora aspettano una stabilizzazione.

Un obiettivo che si potrebbe perseguire realizzando il progetto del responsabile istruzione della Lega Mario Pittoni, che punta all’approvazione della trasformazione delle Gps in Gpsr, utili appunto all’assunzione da graduatorie accanto ai concorsi che dovrebbero essere fermati nel prossimo futuro o quantomeno ridotti.

L’orientamento attuale è quello di fermare i concorsoni scuola per il momento, per svuotare prima le graduatorie. Nel frattempo, si potrebbe andare avanti con mini concorsi scuola mirati per le graduatorie vacanti.

Il limite dei 36 mesi di servizio

Il pensiero va anche ai precari con 36 mesi di servizio. Ricordiamo che non esiste al momento alcuna norma che imponga, nella scuola o in altri ambiti, l’assunzione o la stabilizzazione di un dipendente dopo una precisa soglia di mesi di precariato. E’ stata introdotta la possibilità di ottenere dei risarcimenti, ma anche l’Europa si è espressa più volte indicando i tre anni di servizio come un limite massimo oltre il quale è necessario verificare che non si stia configurando un abuso di contratti a termine.

In questo senso l’introduzione del doppio canale di reclutamento potrebbe rappresentare una soluzione idonea per il mondo della scuola e per dare una risposta ai tanti precari.