Precari scuola, per ottenere il risarcimento non basta aver firmato tanti contratti a termine

L’abuso di contratti a termine è stato più volte indicato dall’Europa come fattispecie cui l’Italia dovrebbe porre rimedio stabilizzando i docenti precari. La soglia dei 36 mesi di precariato nella scuola, spesso indicata come spartiacque in questo senso, non garantisce di per sè il diritto alla stabilizzazione per il momento. Lo sarà solo nel momento in cui il legislatore interverrà in tal senso.

La condizione di precarietà

Costituisce però soglia utile per configurare il diritto al risarcimento, anche se ogni caso va valutato singolarmente. Il risarcimento per abuso dei contratti a termine può riguardare i docenti e il personale ATA che hanno lavorato per molti anni come precari. In ogni caso sarebbe scorretto e fuorviante dire che aver firmato numerosi contratti dia automaticamente diritto a un risarcimento.

Secondo l’avvocato Walter Miceli dell’ANIEF, è necessario dimostrare che l’amministrazione abbia utilizzato i contratti a tempo determinato in maniera abusiva, mantenendo il lavoratore in una condizione di precarietà senza una valida giustificazione.

Nel corso degli anni, la Corte di Giustizia europea, la Corte costituzionale e la Corte di Cassazione hanno stabilito alcuni principi per tutelare i lavoratori della scuola. Queste decisioni hanno chiarito che, in presenza di un abuso, il dipendente deve ottenere una tutela concreta, che può consistere anche in un risarcimento economico.

La valutazione del singolo caso

Non esiste però una regola automatica valida per tutti. Bisogna esaminare la situazione di ogni lavoratore, considerando il numero e la durata dei contratti, il tipo di posto occupato e le modalità con cui il rapporto di lavoro è proseguito nel tempo.

Questo significa che il risarcimento può essere riconosciuto quando il giudice accerta che i contratti a termine sono stati utilizzati in modo illegittimo o eccessivamente ripetuto. La valutazione deve quindi essere effettuata caso per caso. Molti anni di supplenze non bastano da soli ne per avere diritto al ruolo, nè per ottenere il risarcimento. La chiave sta nel riuscire a dimostrare un vero abuso da parte dell’amministrazione.