C’è molta incertezza circa il futuro dei concorsi scuola, soprattutto adesso che siamo entrati nella fase post Pnrr e che l’Italia non ha più l’obbligo di bandire concorsi come avvenuto negli ultimi anni con procedure ravvicinate per perfezionare il target di 70mila assunzioni raggiunto con il Pnrr 3 quest’anno.
La proroga al 2027
Si parla di mini concorsi mirati per graduatorie vacanti, piuttosto che di un nuovo concorsone scuola che andrebbe inutilmente a saturare ulteriormente le graduatorie stesse. Ma non ci sono indicazioni precise da parte del ministero. Qualcosa si è mosso nelle ultime settimane, come la revisione delle tabelle di valutazione e la decisione di prorogare al 2027 il diploma Itp come requisito per l’accesso ai concorsi scuola.
Ma possono essere indicazioni, piuttosto che conferme di un bando imminente che difficilmente arriverà entro la fine dell’anno. Più probabile che qualcosa possa accadere nel 2027. Se non dovessero essere banditi altri concorsi nel 2027, le immissioni in ruolo saranno coperte dagli elenchi regionali? In linea di principio sì, ma non automaticamente per tutti i posti.
La norma che ha istituito gli elenchi regionali degli idonei prevede che siano utilizzati a partire dall’anno scolastico 2026/27, quando risultano esaurite le graduatorie dei concorsi indicate dalla legge. Gli elenchi vengono costituiti annualmente e comprendono, su domanda, i candidati che hanno raggiunto almeno il punteggio minimo alla prova orale nei concorsi banditi dal 2020. Questo è stato il primo anno degli elenchi regionali, e dall’anno prossimo potranno iscriversi anche coloro i quali hanno preso parte al Pnrr 3, esclusi nel 2026.
I concorsi del 2027
Se nel 2027 non venissero banditi nuovi concorsi, questo non significherebbe bloccare le assunzioni. Per i posti destinati al canale concorsuale si continuerebbe anzitutto a verificare la presenza di graduatorie di merito ancora utilizzabili. Se risultassero esaurite, si farebbe ricorso agli elenchi regionali secondo l’ordine e le modalità previste dalla normativa.
In ogni caso gli elenchi regionali non sostituiscono l’intero sistema delle immissioni in ruolo. Resta infatti la ripartizione dei posti tra i diversi canali previsti dalla normativa, comprese le GAE dove ancora esistenti, mentre alcune vecchie graduatorie concorsuali continuano ad avere proprie quote e regole di scorrimento.
Gli elenchi sono stati creati proprio come ulteriore canale di reclutamento da utilizzare dopo l’esaurimento delle graduatorie concorsuali previste dalla norma. Non significa però che nel 2027 tutte le immissioni in ruolo passeranno necessariamente dagli elenchi regionali.
