In arrivo novità per quel che riguarda l’accesso ai percorsi abilitanti da 30 CFU per la scuola secondaria. E quanto introduce la bozza del Decreto Scuola, ancora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che interviene sul decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59. Lo spiega oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola.
Cosa cambia per l’accesso
La normativa attuale consente, per i primi tre cicli dei percorsi universitari e accademici di formazione iniziale, l’accesso a docenti con almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, nelle scuole statali o paritarie, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso, maturati negli ultimi cinque anni, candidati che hanno sostenuto la prova del concorso straordinario previsto dall’articolo 59, comma 9-bis, del decreto-legge 73/2021, docenti con contratto nei percorsi regionali di Istruzione e Formazione Professionale.
Il Decreto Scuola rimuoverebbe la parte che riguarda “i primi tre cicli dei percorsi universitari e accademici di formazione iniziale”.
In questo modo, l’accesso riservato a queste categorie non sarebbe più limitato ai primi tre cicli. La previsione diventerebbe strutturale.
La riserva resta al 45%
Nessuna modifica invece per la quota di posti riservata. Le novità infatti non impattano sull’aumento di questi ultimi, rendendo al tempos tesso stabile nel tempo la possibilità di accesso prevista per queste categorie, superando il limite dei primi tre cicli.
Il 45% complessivo resta suddiviso per il 40% ai docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui almeno uno specifico sulla classe di concorso, e ai candidati del concorso straordinario bis e per il restante 5% ai docenti dei percorsi regionali di Istruzione e Formazione Professionale.
L’avvio dei percorsi abilitanti
Nelle ultime settimane i sindacati hanno spiegato a più riprese che l’avvio dei prossimi percorsi abilitanti resta slegato dalla decisione o meno del ministero di bandire un concorso scuola nei prossimi mesi. La precisazione è stata necessaria in virtù delle voci in base alle quali non ci sarebbe alcun nuovo concorsone scuola all’orizzone ma solo mini concorsi mirati per le graduatorie che dovessero risultare vacanti.
