Concorsi

Prossimo concorso scuola: no alla messa a bando di posti costruiti su disponibilità soltanto previsionali e future

Ufficialmente entrati nella fase post Pnrr, che ha finalmente liberato l’Italia dagli impegni presi con l’Europa sulle assunzioni dei docenti con conseguente necessità di bandire tre concorsi scuola ravvicinati come accaduto negli ultimi anni, si guarda con curiosità e incertezza a quello che potrà avvenire nei prossimi mesi dal punto di vista delle modalità di assunzione dei docenti.

Le previsioni sui concorsi scuola

Negli ultimi giorni, in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico, il tema è diventato di stretta attualità. Prima c’è stata la presa posizione di Mario Pittoni, responsabile istruzione Lega, che ha escluso la possibilità di un nuovo concorsone scuola all’orizzonte, quanto piuttosto l’idea di procedere con mini concorsi mirati per le graduatorie vacanti.

Nelle stesse ore, l’unica voce fuori dal coro in questo senso è stata quella di Asset Scuola: secondo il sindacato, entro fine anno dovrebbe essere bandito un nuovo concorso ordinario per un numero di posti ancora da stabilire che potrebbe andare dai 10mila ai 20 mila.

Più vicina alla linea di Pittoni la posizione di Anief, che a Orizzonte Scuola ha parlato di nuovi concorsi che, lontani ancora dall’essere banditi, dovrebbero in ogni caso essere organizzati in base alle effettive disponibilità di posti.

Il pensiero va proprio all’ultimo Pnrr 3, che ha messo a bando non solo molti più posti di quelli che servivano per perfezionare il target accordato con l’Ue, ma anche molti di più di quelli che sarebbe stato possibile assumere in questo anno scolastico. E infatti il resto dei vincitori dovrà inevitabilmente aspettare come minimo la conclusione del triennio appena iniziato.

Le esigenze reali

Per questo, in futuro la strategia dovrebbe essere diversa, cercando di limitare il bando dei posti a quelli effettivamente assegnabili e disponibili, cercando contestualmente di affiancare al canale delle prove e crocette quello delle assunzioni da graduatorie (è in corso il dialogo con Bruxelles per trasformare le GPS in GPRS).

Anief ha parlato della possibilità che il numero dei posti sia collegato alle effettive esigenze di reclutamento, con bando legato all’effettiva esigenza, cambiando direzione rispetto a quella che ha portato a mettere a bando posti costruiti su disponibilità soltanto previsionali e future.

Insomma l’idea è bandire concorsi in base alle specifiche necessità, con l’effettiva esigenza di posti già vacanti nel contingente.

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