Non si conosce ancora il futuro dei concorsi scuola, per quel che riguarda la programmazione del ministero. Ci si divide tra la necessità di nuove procedure per i nuovi aventi diritto e l’obbligo di trovare una soluzione alternativa a un sistema che ha evidenziato tutti i suoi limiti negli ultimi anni nella gestione del precariato.
La nuova tabella di valutazione
Il pensiero va inevitabilmente al doppio canale di reclutamento docenti, che consentirebbe di affiancare allo strumento dei concorsi quello delle assunzioni dalle graduatorie provinciali, con trasformazione delle Gps in Gpsr. Nel frattempo però in vista della fase post Pnrr che la scuola si appresta a vivere, il Ministero sta preparando una nuova tabella di valutazione dei titoli per i prossimi concorsi scuola, adattandola alle modifiche intervenute negli ultimi anni su abilitazioni, percorsi universitari e specializzazione sul sostegno. L’incontro di oggi 16 settembre con i sindacati è servito proprio a discutere questa nuova impostazione. La proposta però non è ancora definitiva.
La modifica più evidente riguarda la scuola secondaria: viene eliminato il riferimento ai 24 CFU/CFA, ormai superato dal nuovo sistema di formazione e abilitazione. Anche il calcolo del voto del titolo di accesso viene precisato: eventuali decimali da considerare saranno quelli ottenuti dopo la conversione del voto in centesimi.
Capitolo nuovi percorsi di specializzazione. Quello sul sostegno conseguito attraverso i percorsi INDIRE previsti dagli articoli 6 e 7 del DL 71/2024 dovrebbe attribuire 12,50 punti aggiuntivi.
Le abilitazioni
Cambia anche il modo in cui vengono considerate le abilitazioni. La proposta distingue tra percorsi con selezione in ingresso e percorsi senza selezione: nel primo caso l’abilitazione specifica varrebbe 12,50 punti aggiuntivi, nel secondo 5 punti. Vengono contemplate le abilitazioni conseguite all’estero, purché riconosciute in Italia secondo il decreto legislativo 206/2007.
Un altro elemento molto importante riguarda chi ha già partecipato a precedenti concorsi. L’inserimento in una graduatoria di merito oppure il superamento di tutte le prove di un precedente concorso ordinario, per la stessa classe di concorso e nello stesso grado scolastico, dovrebbe valere 12,50 punti.
Restano valorizzati anche i titoli accademici e linguistici. Il dottorato di ricerca conseguito all’estero sarebbe valutabile solo se riconosciuto in Italia. Per le certificazioni linguistiche vengono precisati sia i requisiti dell’ente certificatore sia i punteggi: 3,75 punti per il livello C1 e 5 punti per il C2, con un solo titolo valutabile per ciascuna lingua.
L’obiettivo del ministero
Per le certificazioni CeCLIL viene specificato che devono essere percorsi svolti dalle università. Viene inoltre aggiornato il riferimento normativo per la specializzazione in italiano L2, alla quale verrebbero attribuiti 3,75 punti.
La nuova tabella punta per i concorsi scuola a dare molto più peso ai titoli direttamente collegati alla professionalizzazione docente: abilitazioni selettive, specializzazione sul sostegno e precedenti concorsi superati possono arrivare ciascuno a 12,50 punti. Allo stesso tempo vengono aggiornate o eliminate alcune voci ormai superate, come quella relativa ai 24 CFU.