Concorsi

Nuovo concorso scuola: prossimo bando mirato solo per le graduatorie dove non c’è più personale con le caratteristiche richieste

Il doppio canale di reclutamento andrà di pari passo con una sospensione, o quantomeno una limitazione, di nuovi concorsi scuola. Una logica imprescindibile per invertire la tendenza del precariato e del malcontento alimentato dagli impegni presi dall’Italia negli ultimi anni con Bruxelles e che hanno portato ai tre concorsi Pnrr ravvicinati per perfezionare le 70mila assunzioni (ancora da completare).

Le prospettive

Ipotizzare però al momento quando ci sarà il prossimo concorso scuola è difficile, proprio in virtù del fatto che al di là delle tempistiche dell’Europa sull’ok al doppio canale di reclutamento docenti, bisognerà prima verificare quali sono le classi di concorso sature e quali necessitano di nuova procedura.

Lo spiega il senatore Pittoni, responsabile istruzione della Lega, intervenuto in questi giorni più volte sui social per aggiornare i docenti sull’andamento del progetto che dovrebbe portare al doppio canale di reclutamento.

Pittoni spiega: “Ho ricordato più volte che con l’ultima legge di Bilancio è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la sospensione o la limitazione dell’indizione di nuovi concorsi per profili professionali già presenti in graduatorie vigenti, privilegiandone lo scorrimento. E c’è chi prova a indovinare la lunghezza dell’eventuale pausa prima del prossimo concorso per docenti. In realtà non c’è ancora alcuna decisione”.

Bandi mirati

La buona notizia per il nostro Paese e per il sistema scolastico (docenti in primis in attesa di stabilizzazione ma anche studenti meritevoli dell’adeguata continuità didattica che il precariato non può garantire) è che dall’Europa stanno arrivando segnali di apertura nel concedere all’Italia maggiore margine di manovra nel campo delle assunzioni svincolate dalla logica unica del sistema concorsuale. Lo conferma Pittoni: “Ma come segnalavo i giorni scorsi intervenendo sul doppio canale di reclutamento, Bruxelles sta finalmente mostrando disponibilità a ragionare su bandi mirati, da utilizzare solo dove nelle graduatorie non ci sia più personale con le caratteristiche richieste. Praticamente il contrario di quanto era stato imposto con i concorsi Pnrr. Per cui qualunque sia la decisione sulla lunghezza della pausa concorsuale, non avrebbe particolare influenza sui tempi di svuotamento delle graduatorie”