Sostegno, addio a Tfa e Indire per la specializzazione: ecco le nuove scuole SSSDIS

Il prossimo anno scolastico potrebbe essere caratterizzato da sostanziali cambiamenti in ambito sostegno, in misura ancora maggiore rispetto a quello cui abbiamo assistito negli ultimi anni con l’introduzione dei corsi Indire abbreviati per la specializzazione di corsisti estero e con tre anni di servizio e conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie.

Il nuovo sostegno

E’ quanto anticipato nelle ultime settimane dal Terzo Piano di azione che introdurrebbe una vera e propria riforma della specializzazione sul sostegno che potrebbe andare oltre l’indizione annuale di un nuovo ciclo del TFA e la trasformazione in cicli strutturali dei Corsi Indire.

L’idea sarebbe quella di far confluire tutti questi sistemi di specializzazione in un canale unico, continuo e slegato dalla logica dei cicli, che andrebbe sotto il nome di nuove Scuole di Specializzazione per il Sostegno Didattico e per l’Inclusione Scolastica, indicate con l’acronimo SSSDIS.

Le SSSDIS sarebbero strutture universitarie permanenti dedicate al sostegno che assicurerebbero la specializzazione di nuovi insegnanti e canali di aggiornamento professionale, formazione continua dei docenti già specializzati, ricerca e sviluppo delle metodologie inclusive, maggiore collegamento tra formazione e reclutamento.

Assisteremmo quindi a un passaggio da corsi organizzati per singoli cicli, come il TFA, a un sistema strutturale e permanente.

Che fine potrebbero fare TFA e INDIRE

Sarebbe la fine di TFA e INDIRE? Per il momento non è paventata questa possibilità, piuttosto TFA e INDIRE potrebbero continuare a esistere, ma con regole più uniformi. Altra possibilità sarebbe quella che i due percorsi vengano gradualmente assorbiti dalle nuove scuole. In alternativa, potrebbe nascere un unico sistema con accessi differenti a seconda dell’esperienza e dei titoli posseduti.

Potrebbero restare modalità di ingresso diverse per i candidati senza esperienza, per i docenti con tre anni di servizio e per chi ha ottenuto un titolo all’estero, ma la formazione finale potrebbe svolgersi all’interno dello stesso quadro universitario.

Potrebbe cambiare anche il legame tra specializzazione e assunzione. L’intenzione sembra essere quella di rendere la formazione più coerente con il futuro reclutamento dei docenti di sostegno, riducendo l’attuale frammentazione.

Il Piano di azione prevede il progetto delle nuove scuole di specializzazione ma non è invece ancora certo quando partiranno, come funzioneranno e se sostituiranno completamente il TFA.

Al momento non esistono né una legge attuativa né un calendario ufficiale. Quindi non si può ancora affermare che il prossimo TFA sarà cancellato o che tutti i futuri corsi passeranno subito alle SSSDIS.