Il caldo non dà tregua e così sarà anche nelle prossime settimane. E allora a circa un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico, torna la proposta di posticipare l’avvio delle lezioni, fissando il suono della prima campanella al primo ottobre. E’ la proposta di Anief, che da tempo si batte in questo senso per la tutela della salute di studenti e docenti, forte delle temperature record di quest’estate.
Nelle scuole fa sempre più caldo e molte aule non sono attrezzate per affrontare temperature estreme. Ma sindacati e dirigenti scolastici non sono allineati nel cercare una soluzione.
La proposta di Anief
Anief è più drastico e chiede di far iniziare le lezioni il 1° ottobre, anziché a settembre. In questo modo si scongiurerebbe il rischio di sottoporre studenti, docenti e personale ATA a lezioni che durano ore in edifici surriscaldati, con il rischio di malori e colpi di calore.
Secondo il sindacato, non si può considerare normale svolgere attività didattica in ambienti che possono superare temperature molto elevate. I dati citati mostrano che il problema non riguarda soltanto l’Italia: migliaia di scuole europee hanno già registrato temperature superiori ai 36 gradi e la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi decenni.
La posizione contraria di ANP
L’Associazione nazionale presidi considera però poco realistica l’idea di rinviare l’inizio della scuola così in là. Spostare le lezioni a ottobre non risolverebbe infatti il problema strutturale e soprattutto potrebbe creare difficoltà nell’organizzazione del calendario scolastico e nel recupero dei giorni di lezione, calendario già intasato tra pause e festività.
Per ANP, la soluzione dovrebbe essere quella di investire negli edifici, installando sistemi di climatizzazione e migliorando l’isolamento termico delle aule. In questo modo le scuole potrebbero restare aperte regolarmente anche durante i periodi più caldi.
Ma naturalmente pensare di adeguare tutti gli edifici scolastici in tempo per l’avvio dell’anno scolastico è pura utopia, per questo Anief propone una soluzione immediata, cioè evitare settembre. ANP invece chiede di investire per il futuro con una soluzione stabile, adeguando gli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche.