Arrivano le nuove “Scuole di specializzazione”: il titolo sul sostegno sarà a formazione continua

Il D.P.R. 12 marzo 2026 ha introdotto il Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, con cui si inizia a valutare la possibilità di superare l’attuale sistema di specializzazione composto da Tfa e Indire. Come? L’undicesima linea di azione parla apertamente della necessità di introdurre procedure più snelle utili a formare a ciclo continuo docenti specializzati da immettere poi in ruolo sulla base delle facoltà assunzionali determinate dal MEF e dal MIM.

Le nuove scuole a formazione continua

Al posto del Tfa, quindi, ci sarebbero nuove Scuole di specializzazione per il sostegno didattico e per l’inclusione scolastica, dicitura tutt’altro che casuale ma utile già a costituire l’acronimo SSSDIS. Sarebbero scuole che agirebbero presso le Università in grado di organizzare un sistema strutturale per la formazione iniziale e in servizio per l’inclusione scolastica.

Partendo dal presupposto che si tratta di linee guida e non di azioni ufficiali già intraprese, si tratterebbe di scuole di formazione continua che prenderebbero il posto dei Tfa. Sarebbero a numero chiuso? Difficile dirlo, certo se si parla di formazione continua sarebbe difficile prevedere ancora un accesso limitato, che farebbe venir meno il concetto stesso di continuità nel corso dell’anno.

Come cambia il sostegno

Nel frattempo sta epr partire l’undicesimo ciclo. Se sarà l’ultimo oppure no relativo al Tfa, lo sapremo solo nei prossimi mesi, nel frattempo è disponibile la ripartizione di posti a livello regionale in vista dell’avvio delle lezioni. Di certo sarebbe l’ennesimo scossone al mondo del sostegno, dopo le recenti novità degli ultimi anni. Prima i Corsi Indire riservati ai docenti con tre anni di servizio e gli specializzati estero. Poi la nuova norma sulla conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie quest’anno alla seconda edizione, ancora caratterizzata da forti critiche da parte dei detrattori e in attesa del pronunciamento di fine anno da parte del Tar sulla sua legittimità.