Il nuovo Piano sulla disabilità inserisce tra le priorità le scuole di specializzazione per il sostegno didattico, ma non chiarisce ancora come cambierà il TFA, pur parlando di una revisione. Quel che è certo è che si punta a una limitazione nella possibilità di passaggio da sostegno a materia, premiando e incentivando i docenti che in questo senso affrontano una carriera all’insegna della contintuità.
Il TFA sostegno sembra dunque destinato a cambiare. Dal testo del nuovo Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità non arriva una risposta definitiva, ma un segnale politico e programmatico sì.
Il Piano, adottato con decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio, inserisce infatti tra le priorità della scuola le “Scuole di specializzazione per il sostegno didattico”. Il punto compare nella sezione dedicata a Istruzione, Università e Formazione, all’interno della quarta area di intervento del documento elaborato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.
Perché il riferimento può riguardare anche il TFA sostegno
Si profila dunque una revisione del TFA sostegno, con riferimento alle scuole di specializzazione per il sostegno didattico molto significativo, perché viene collocato dentro una linea di azione dedicata al rafforzamento dell’inclusione scolastica.
Il Piano collega la formazione dei docenti specializzati a un obiettivo più ampio: costruire un sistema educativo capace di rispondere meglio alle diverse esigenze di apprendimento. In questa cornice vengono richiamati il potenziamento del sostegno didattico, la formazione dei docenti sulle metodologie inclusive, la personalizzazione dei percorsi formativi, il coinvolgimento delle famiglie e degli studenti e il ricorso a strumenti di supporto specialistico.
La qualità dell’inclusione dovrà passare anche dalla preparazione degli insegnanti. E proprio questo rende inevitabile la domanda sul futuro dell’attuale modello di formazione, già condizionato dalla recente introduzione dei corsi abbreviati Indire per la specializzazione di triennalisti e specializzati estero.
Cosa non è ancora scritto nel Piano
Al momento, nei passaggi disponibili e consultabili, il Piano non chiarisce le modalità operative della linea dedicata alle scuole di specializzazione per il sostegno.
Non viene detto se l’intervento porterà a un semplice ampliamento dei percorsi universitari, a una revisione dell’attuale sistema di TFA sostegno oppure alla nascita di nuovi modelli specialistici per preparare gli insegnanti. Sono tutte ipotesi plausibili, ma nessuna viene indicata come scelta già definita.
Per questo, dire oggi che il TFA cambierà sicuramente sarebbe una forzatura. Più corretto dire che il Piano colloca la formazione specializzata dei docenti di sostegno tra i temi da rafforzare e sviluppare.
Una riforma possibile, ma ancora non definita
Il Piano si inserisce nel percorso avviato dalla legge delega 227 del 2021 sulla disabilità e dai successivi decreti attuativi, con un’impostazione centrata sul modello bio-psico-sociale e sul progetto di vita personalizzato.
Dentro questa visione, anche la scuola viene chiamata a superare una logica solo assistenziale, puntando su partecipazione, continuità educativa e qualità dell’inclusione. La formazione dei docenti diventa quindi un tassello decisivo.
Ora come ora il TFA sostegno non viene dichiarato superato, ma il Piano apre chiaramente il tema di una possibile evoluzione della formazione specializzata. Non c’è ancora una riforma scritta nei dettagli, ma c’è un’indicazione di direzione: rafforzare, strutturare e rendere più qualificata la preparazione degli insegnanti impegnati sul sostegno.