La notizia che il Tfa sta per andare in pensione, proprio alla vigilia dell’avvio dell’undicesimo ciclo, ha scosso non poco il mondo del sostegno in Italia già contraddistinto negli ultimi tempi da molte novità poco gradite come i Corsi Indire abbreviati per la specializzazione e la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie.
Le nuove scuole di specializzazione
Il rischio che non si continui con i Tfa nei prossimi anni è concreto, considerato quanto prevede il Terzo Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, adottato con D.P.R. 12 marzo 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio scorso.
Tra i vari punti, istituisce le nuove Scuole di specializzazione per il sostegno didattico e per l’inclusione scolastica che dovrebbero costituire un sistema di formazione permanente in grado di mandare in pensione il Tfa come ora lo conosciamo. L’argomento è affrontato nella quarta area del Piano che si concentra su istruzione, università e formazione. I nuovi percorsi formativi che faranno parte delle SSSDIS, saranno i nuovi corsi specializzanti. Ma prenderanno davvero il posto del Tfa, per garantire una formazione continua? E da quando? Non a breve termine, se consideriamo che il prossimo ciclo del Tfa, l’undicesimo, è già in partenza e che di fatto anche il dodicesimo è stato già messo nero su bianco.
Dodicesimo ciclo già in programma
Infatti l’XI ciclo del TFA sostegno relativo all’a.a. 2025/26, è solo il secondo di un percorso triennale in grado di assicurare la copertura di 90.000 posti. Lo conferma il Decreto n. 696 del 26 giugno 2026
“VISTE le note del 15 aprile 2025, n. 1334, e del 18 aprile 2025, n. 17961, con cui il Ministero per la pubblica amministrazione e il Ministero dell’economia e finanze hanno rilasciato parere favorevole, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del decreto ministeriale 10 settembre 2010, n. 249, all’avvio dei percorsi di specializzazione sul sostegno agli alunni con disabilità per il triennio accademico 2024-2025, 2025-2026 e 2026-2027, per un numero complessivo di 90.000 posti;”.
Il prossimo Tfa dovrebbe coprire 23.975 posti cui vanno aggiunti i sovrannumerari di cicli precedenti. Almeno fino al prossimo anno, quindi, le cose dovrebbero restare come sono. Dopo si potrebbe passare alle SSSDIS. Il condizionale è d’obbligo.
