Bloccato in Parlamento il DDL Bucalo sul doppio canale di reclutamento docenti: cosa succede adesso

Non ci sono da diverse settimane, o forse sarebbe meglio dire mesi, novità in merito al DDL Bucalo-Iannone, strumento parlamentare che poteva rappresentare un’accelerazione importante per il doppio canale di reclutamento, di cui si parla da anni ma per il quale ancora non si vede nulla di concreto.

Iter in fase di stallo

Una questione di cui si occupa l’onorevole Mario Pittoni, convinto che dopo la fase Pnrr, anche grazie agli elenchi regionali per il ruolo che hanno sbloccato il percorso, si potrà arrivare all’introduzione di un canale alternativo ai concorsi mediante graduatorie che valorizzino esperienza e competenze.

Tornando al DDl Bucalo, la situazione attuale, come racconta Scuolainforma.news, fotografa un iter parlamentare in fase di stallo.

Il DDL Bucalo-Iannone (atto Senato n. 545), che si proponeva di introdurre il doppio canale di reclutamento nel mondo della scuola per superare il precariato storico e la supplentite, affiancando allo strumento dei concorsi quello delle graduatorie, nonostante la ripresa dell’esame in commissione, è fermo.

Coperture inadeguate

Il DDL Bucalo, disegno di legge con prima firmataria la senatrice Ella Bucalo (responsabile scuola di Fratelli d’Italia), punta al doppio canale di reclutamento con assunzione diretta in ruolo attingendo non solo dai concorsi ordinari, ma anche dalle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) di I e II fascia per i posti comuni e di sostegno, valorizzando l’abilitazione e gli anni di servizio.

Nelle ultime settimane, la discussione del DDL in Commissione Cultura e Bilancio non registra novità per i vincoli della Commissione Europea sul reclutamento e la mancanza di coperture finanziarie adeguate.

Cosa succede adesso con l’iter parlamentare del DDL Bucalo bloccato? Il doppio canale di reclutamento non ha più prospettive? Come detto di doppio canale di reclutamento si continua comunque a parlare, grazie all’impegno dell’onorevole Mario Pittoni e di Anief, convinti sostenitori dell’importanza di questo strumento per arginare il dilagante fenomeno della supplentite. La speranza è che dopo la fase Pnrr, il Governo italiano possa avere maggiori margini di manovra per allestire un sistema di reclutamento che sfugga alle logiche univoche dei concorsi scuola.