Doppio canale di reclutamento: da Gae e Gps, quante assunzioni su posto comune e sostegno consentirebbe

Si parla spesso di doppio canale di reclutamento docenti, soluzione indicata da sindacati e una parte politica (come la senatrice Bucalo e l’onorevole Pittoni) come la soluzione alla supplentite e al precariato imperante negli ultimi anni che anche in vista del prossimo anno non farà sconti.

Il precedente di 15 anni fa

In vista dell’inizio delle lezioni di metà settembre (o di fine agosto per quelle regioni che come l’Emilia Romagna vorranno anticipare) la prospettiva è di altri 150-200 mila contratti a tempo determinato, con scadenza 31 agosto. La gran parte sarà al 30 giugno, considerato che parliamo di posti in deroga su sostegno con fine rapporto 30 giugno 2027.

Ma cosa consentirebbe di attuare in concreto il doppio canale di reclutamento docenti, se davvero venisse attuato, a livello numerico. Un precedente c’è già, considerato che 15 anni fa si introdusse un sistema simile, recentemente poi replicato unicamente sul sostegno e sui posti residui dalle immissioni in ruolo con lo scorrimento della prima fascia gps.

I numeri

Secondo i sindacati, Anief in particolare, introdurre (o meglio reintrodurre) il doppio canale di reclutamento consentirebbe di attuare decine di migliaia di immissioni in ruolo su posto comune e sostegno. Partendo dal presupposto che si tratta di una normativa che in caso di approvazione sarebbe tutta da strutturare, è lecito pensare che si potrebbe assumere dai vincitori dei concorsi, ma anche dagli idonei come nel caso degli elenchi regionali. Ma soprattutto dalle GAE e dalle GPS.

Che possibilità ci sono per il prossimo futuro? Difficile dirlo, considerato che è un progetto di cui si parla di tempo ma che viene puntualmente rinviato. Sicuramente la fine della fase Pnrr consentirà all’Italia di avere maggiore margine di manovra per quel che riguarda la struttura delle assunzioni. Questo non significa che ci sarà carta bianca, ma la firma del governo sul decreto che impegna a valutare lo stop o quantomeno la riduzione dei concorsi in questo senso è un buon segnale.