Nuovo incontro all’Aran tra ministero e sindacati per discutere del rinnovo della parte normativa del contratto Istruzione e Ricerca 2025-27 dopo la chiusura nelle scorse settimane dell’ipotesi di contratto economico che se sottoscritto definitivamente entro giugno potrebbe consentire a docenti e Ata di ottenere aumenti e arretrati in busta paga già a luglio. Per i dirigenti scolastici invece i circa mille euro in media previsti arriveranno già nel mese di giugno.
La parte normativa
La parte normativa rappresenta un ostacolo tutt’altro che formale da superare considerati i temi sul tavolo, alcuni dei quali particolarmente importanti secondo i sindacati che sono intenzionati a non mollare nei confronti del ministero. Temi particolarmente sentiti quelli delle pensioni, dei buoni pasto, della carriera dei supplenti e della mobilità.
Temi che in molti casi richiedono un impegno economico, anche se non sono legati allo stipendio del personale scolastico. Per quel che riguarda l’uscita dal mondo della scuola, i sindacati chiedono il riscatto agevolato della laurea per chi vuole andare in pensione prima capitalizzando gli anni di studi senza dover investire somme eccessive come accada adesso.
Per quel che riguarda invece il reclutamento docenti, si spinge per il doppio canale di reclutamento che consentirebbe di affiancare allo strumento dei concorsi a crocette, rivelatosi inadeguato per contrastare la precarietà, anche quello dell’assunzione dalle graduatorie per valorizzare l’esperienza in classe.
Buoni pasto e scatti
Si parla anche di ricostruzione di carriera al fine di riconoscere gli anni lavorati.
Come detto poi i sindacati, Anief in particolare, chiedono l’introduzione dei buoni pasto per la categoria dei docenti, considerato che sono rimasti gli unici della pubblica amministrazione cui vengono negati. In un momento in cui vengono concessi a chi svolge smart working e in cui stanno per essere portati da 7 a 10 euro, i sindacati ritengono ingiusto che nella scuola non siano previsti.
Si è parlato anche di una nuova tabella per gli scatti di anzianità che consentirebbe il primo scatto dopo 3 anni (invece degli attuali 4), e i successivi ogni quadriennio.
Infine sul tavolo la questione dell’equiparazione tra supplenti e docenti di ruolo, in modo da consentire a chi non ha un contratto a tempo determinato, quantomeno, di avere gli stessi diritti di chi invece è già stato stabilizzato.