Stiamo entrando nella fase post Pnrr, con la fine dell’ultimo concorso organizzato nell’ambito degli accordi presi con l’Ue, il 3, e le assunzioni che in vista del prossimo anno scolastico consentiranno all’Itala di perfezionare gli impegni presi con Bruxelles nell’ambito del reclutamento docenti.
Il post Pnrr
Va detto che le assunzioni del Pnrr 3 non avverranno tutte in vista del prossimo anno scolastico, essendo stati banditi più posti di quelli che servivano per raggiungere gli obiettivi Pnrr e sicuramente più posti di quelli disponibili in vista delle prossime immissioni in ruolo.
In ogni caso, la questione importante riguarda il maggior margine di manovra che il nostro Paese dovrebbe avere dai prossimi mesi in poi, slegato dagli impegni con l’Ue. Per questo ci sono tutti i presupposti per sperare che si possa iniziare a parlare finalmente di doppio canale di reclutamento docenti, per superare la fase acuta di supplentite in cui versa la scuola italiana da anni.
Il passaggio alle Gpsr
Torna sull’argomento uno dei maggiori sponsor di questo strumento che consentirebbe di assumere non solo da concorsi ma anche dalle graduatori valorizzando l’esperienza accumulata dai docenti negli anni. E’ il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato: “È il momento di fare fronte comune. Il percorso dell’atteso doppio canale di reclutamento dei docenti è al punto più delicato: il confronto con Bruxelles per il passaggio alle Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo (GPSR). Cerchiamo di guardare oltre i piccoli interessi personali o l’appartenenza politica. Il doppio canale serve a tutti: agli studenti per la continuità didattica, ai docenti per uscire dall’insicurezza”.
