Con le assunzioni dei vincitori del Pnrr 3 (non tutti quest’anno, le immissioni in ruolo verranno spalmate come minimo nel corso del prossimo triennio) si chiude di fatto la fase Pnrr caratterizzata dalla necessità da parte del nostro Paese di rispettare gli impegni con l’Unione europea. Questo dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, aprire una nuova fase caratterizzata da margini di manovra più ampi da parte del governo italiano per quel che concerne le modalità di assunzione dei docenti precari.
Lo scorrimento della prima fascia gps sostegno
Tradotto in concreto, il canale dei concorsi pur non scomparendo dovrebbe essere ridimensionato in quanto a impatto sulle assunzioni, affiancato da altre strategie che valorizzerebbero l’esperienza accumulata in anni di servizio. Il pensiero va al doppio canale di reclutamento, al momento applicato solo sul sostegno con lo scorrimento dellaprima fascia gps che verrà attuato a breve, dopo le assunzioni dagli elenchi regionali per il ruolo, vera novità delle assunzioni straordinarie in vista del prossimo anno scolastico.
A dar forza ai sindacati in questa battaglia per il miglioramento delle condizioni dei docenti precari e in generale del mondo dell’istruzione (la discontinuità didattica penalizza gli studenti, ancor prima che i docenti stessi costretti a cambiare cattedra ogni anno), ci sono le recenti sentenze dei tribunali a non solo, come la sentenza della Corte di Giustizia europea nel caso Mascolo del 2014, la decisione della Consulta nel 2016 e addirittura la Cassazione con la sentenza n. 33552/2016 incentrata sulla questione dell’abuso dei contratti a termine nella scuola.
I precari da oltre 36 mesi
Per il momento c’è la certezza di ottenere un risarcimento nel caso in cui si risulti precari da oltre 36 mesi, ma l’obiettivo è che l’Italia accolga le indicazioni della Cassazione che parlano della necessità anche di stabilizzare i lavoratori “vittime” di queste circostanze.
In questo senso il doppio canale di reclutamento consentirebbe di scongiurare l’eccesso di ricorso ai contratti a termine, nel frattempo si può provare la strada del risarcimento che da un lato costituisce un ristoro per il docente coinvolto, dall’altro se i precari vi faranno ricorso in maniera massiccia, l’esborso economico sarà un motivo in più per lo Stato di riflettere sulla necessità di cambiare strada.
Al momento la legge prevede un aumento del risarcimento, da 4 a 24 mensilità. Anief chiede di riconoscere nel CCNL 2025-2027 la piena parità di trattamento nella parte normativa e introdurre il doppio canale di reclutamento. L’unica soluzione davvero efficace sarebbero le assunzioni da GPS e su tutti i posti vacanti.
