Non c’è ancora una legge che imponga al ministero di assumere i docenti precari della scuola con 36 mesi di servizio, ma la sensazione è che la strada sia tracciata e che alla fine si possa arrivare a questo risultato. Nel frattempo, però, l’Unione europea ha riconosciuto quantomeno il diritto di chi lavora da anni in condizione di precariato di ottenere un risarcimento.
L’indennizzo complessivo
L’ultimo esempio di applicazione di questo diritto arriva direttamente dalla sentenza in favore di un docente di Religione cattolica precario da anni che ha ottenuto dal Tribunale di La Spezia un risarcimento complessivo di circa 68 mila euro. La condanna nei confronti del Ministero è la conferma della necessità di punire questo abuso e la reiterazione di questo genere di contratti da parte dello Stato che comporta mancata stabilizzazione dopo anni di supplenze.
La sentenza riconosce l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine e prevede oltre 48 mila euro di indennizzo, ai quali si aggiungono quasi 20 mila euro per scatti di anzianità, tredicesime e interessi. Una cifra importante, che forse non risarcisce completamente il docente per quanto subito in anni di precariato e discontinuità didattica, ma che rappresenta quantomeno un segnale e un deterrente a proseguire su questa strada.
La stabilizzazione dei precari
Secondo Marcello Pacifico, la vicenda conferma come continui il problema delle supplenze annuali nella scuola italiana, nonostante le norme europee impongano la stabilizzazione del personale in presenza di posti vacanti. Il sindacato denuncia in particolare la situazione degli insegnanti di religione, alcuni dei quali arrivano alla pensione senza essere mai stati assunti a tempo indeterminato.
ANIEF ha inoltre ricordato di aver avviato ricorsi specifici per i docenti di religione con almeno 36 mesi di servizio nella scuola pubblica, finalizzati ad ottenere risarcimenti fino a 24 mensilità di stipendio per abuso dei contratti a termine. Il prossimo step sarà quello di obbligare lo Stato e il ministero a trasformare i contratti a tempo determinato superiori a 36 mesi in contratti stabili.