Con gli esiti della mobilità dei giorni scorsi, sono stati ufficializzati i trasferimenti di 59.500 docenti, con la conseguenza che 47 mila cattedre sono rimaste vacanti. A questi dati, già di per sé importanti, si aggiungono le oltre 100 mila di fatto.
L’organico di diritto
Una situazione in vista del prossimo anno scolastico che va sommata a quella del precariato, con le supplenze che loro malgrado saranno protagoniste e con i precari costretti a reggere ancora una volta, come spina dorsale, la scuola italiana.
Per questo i sindacati, in un momento dell’anno storicamente di passaggio e fondamentale tra la fine di un anno scolastico e l’inizio del prossimo, chiedono di allargare le deroghe, creare un unico organico di diritto e assumere tutti i supplenti dopo 36 mesi. E’ l’elenco delle priorità e delle necessità che fa Anief.
I dati sulla mobilità, secondo il sindacato, rappresentano una situazione di difficoltà per la scuola italiana, perché le quasi 50 mila cattedre che resteranno libere andranno in qualche modo colmate prima dell’inizio dell’anno scolastico. Situazione che sottolinea ancor di più la necessità di accogliere anche le domande di coloro che hanno figli di 15 e 16 anni, e che invece sono stati esclusi.
Sono questioni di cui peraltro si sta già discutendo nell’ambito del rinnovo di contratto scuola per la parte normativa del CCNL 2025-2027 in questi giorni all’Aran, dopo la firma sull’ipotesi di contratto per la parte economica. Firma che ora si attende sul contratto definitivo in modo da poter erogare entro l’estate aumenti e arretrati ai docenti.
I precari 36 mesi
La preoccupazione dei sindacati è rivolta anche alla necessità di assegnare almeno altre 100 mila di fatto. Come se non bastasse, a questo dato va sommato anche quello delle decine di migliaia di cattedre orario.
E qui si torna a un vecchio cavallo di battaglia di Anief e dell’onorevole Mario Pittoni, ovvero la necessità di reintrodurre il doppio canale di reclutamento, che consente di affiancare allo strumento dei concorsi anche quello dell’assunzione diretta da Gps per tutte le classi di concorso, oltre che per il sostegno.
La scuola italiana necessità dell’abolizione dei posti di fatto, in modo che ci siano solo cattedre di diritto. L’obiettivo finale è quello, come spiegato anche dall’Ue con recenti dichiarazioni, di assumere in ruolo dopo 36 mesi di servizio anche non continuativo, andando oltre il semplice risarcimento cui adesso questi dipendenti della scuola hanno finalmente diritto.