Ennesima conferma da parte dell’Ue della necessità che l’Italia si adegui alla stabilizzazione del personale scolastico. Entro i prossimi tre anni, secondo Anief, l’Italia dovrà autorizzare le immissioni in ruolo, almeno 100mila posti, ma potrebbero essere anche 120mila, con assunzione in ruolo sui posti in deroga pluriennali. Ma cosa significa?
Cosa sono i “posti in deroga”
Nella scuola italiana, soprattutto sul sostegno, esistono due tipi di posti: posti in organico di diritto (stabili, autorizzati ogni anno, su cui si può assumere a tempo indeterminato) e posti in deroga (posti “temporanei”, creati ogni anno per coprire esigenze reali (soprattutto alunni con disabilità), ma formalmente non stabili).
Il problema è che molti posti in deroga non sono per nulla temporanei. Esistono da anni, sempre gli stessi, ma vengono rinnovati ogni anno come se fossero eccezionali.
Cosa dice l’Europa (e perché dà ragione ad Anief)
L’Unione europea, attraverso le sue norme sul lavoro, dice una cosa molto semplice: se un posto esiste in modo continuativo nel tempo, non può essere coperto all’infinito da precari e soprattutto deve diventare un posto stabile, quindi va coperto con assunzione a tempo indeterminato.
Questo deriva anche dai principi della Corte di giustizia dell’Unione europea contro l’abuso dei contratti a termine. Quando si dice che l’Italia deve “assumere in ruolo sui posti in deroga pluriennali”, vuol dire che quei posti “finti temporanei” che esistono da anni devono essere trasformati in posti stabili e che su quei posti lo Stato deve fare immissioni in ruolo, non supplenze annuali.
La questione riguarda soprattutto docenti di sostegno e migliaia di cattedre ogni anno assegnate a precari. Adesso quei posti vengono assegnati ogni anno a un supplente diverso mentre l’obiettivo è che quel posto diventi stabile e venga assegnato a un docente di ruolo.
Cosa accadrà adesso
Perchè ciò accada, serve una scelta politica, l’ok del MEF (posti e spesa) e la trasformazione di quei posti in “organico di diritto”. Questa presa di posizione dell’unione europea mette pressione fortissima allo Stato italiano e apre la strada a ricorsi e stabilizzazioni
Al momento i “posti in deroga pluriennali” sono posti che esistono da anni ma sono trattati come temporanei. L’Europa ha detto “basta precariato su posti stabili”. Ora l’Italia dovrebbe trasformarli in posti veri e assumere in ruolo.