Nomine Gps 2026: ci saranno meno supplenze e spezzoni disponibili, ma sono tantissime le domande presentate

La diminuzione delle classi significa meno ore di lezione. E allora, in vista del prossimo anno scolastico, bisogna mettere in preventivo meno supplenze disponibili, in virtù del taglio degli spezzoni e, in generale, dei tagli all’organico 2026/27 che il ministero ha predisposto per i prossimi mesi.

Meno supplenze disponibili

L’aggiornamento delle GPS 2026, valide per il prossimo biennio, ha fatto registrare un’impennata di domande presentate rispetto al biennio precedente. Questo, in combinazione con la situazione che si sta delineando per effetto della riduzione delle classi, degli spezzoni e dell’organico docenti in generale, potrebbe significare meno disponibilità in vista dell’algoritmo di fine agosto.

Anche perché a ridurre ulteriormente i posti disponibili contribuisce il fatto che, per il secondo anno consecutivo, sarà in vigore la conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia. Norma che al suo esordio l’anno scorso ha fatto registrare già tantissime adesioni, che potrebbero aumentare ulteriormente se si considera che al primo anno ci sia stato un po’ di scetticismo da parte di alcune famiglie, superato adesso dalla prova dei fatti.

Il calo demografico spinge il ministero a ridurre il personale docente per il prossimo anno scolastico, tendenza che è facile ipotizzare possa essere replicata anche negli anni successivi. A questo si aggiungono la riforma degli istituti tecnici e l’entrata a regime del modello 4+2.

Riduzione degli spezzoni

Riduzione quindi per l’organico di fatto, cui si fa ricorso per le supplenze fino al 30 giugno, e che verrà utilizzato sempre meno a favore dell’organico di diritto.

La strategia del ministero è quella di limitare la creazione di nuove classi, andando invece verso la direzione degli accorpamenti e del ricorso a classi articolate. Sarà inevitabile ridurre anche gli spezzoni orari, a favore della continuità didattica per il personale stabile e con l’obiettivo di ridurre il precariato.