Conferma docenti di sostegno: impugnata norma al Tar per mancato rispetto delle graduatorie e presenza di docenti non specializzati

Entra nel vivo, a poco più di un mese dall’avvio delle operazioni in vista del prossimo anno scolastico, il tentativo da parte di Anief, mediante ricorso al TAR, di impedire che anche quest’anno si proceda con la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie.

La prima scadenza di fine maggio

La normativa è stata prorogata anche per quest’anno ed entro il 31 maggio i dirigenti scolastici riceveranno le richieste di continuità didattica da parte delle famiglie. Prima, però, ci sarà il ricorso al TAR, annunciato già dalla fine dello scorso anno. Dopo il 31 maggio, i dirigenti scolastici raccoglieranno le prime adesioni non vincolanti da parte dei docenti destinatari di continuità, che dovranno poi eventualmente ufficializzare il tutto con la domanda per le max 150 preferenze.

Ma prima ci sarà da capire cosa decideranno i giudici, dal momento che il sindacato ANIEF ha presentato ricorso contro la norma del Ministero che consente di confermare un insegnante di sostegno precario su richiesta della famiglia dell’alunno, anche in presenza di altri docenti con maggiore punteggio in graduatoria.

Secondo il sindacato, questa regola non è corretta perché contrasta con il principio secondo cui gli incarichi pubblici devono essere assegnati in base alla graduatoria, quindi al merito e all’esperienza.

L’importanza della continuità didattica

ANIEF riconosce l’importanza della continuità didattica per gli studenti con disabilità, ma sostiene che questo sistema rischia di creare una scorciatoia che penalizza altri insegnanti e potrebbe trasformarsi da eccezione a regola.

Un altro nodo riguarda il ruolo del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo), che dovrebbe avere centralità nelle decisioni sul percorso educativo dell’alunno, ma che in questo meccanismo rischia di avere un peso ridotto rispetto alla decisione finale del dirigente scolastico.

Il sindacato evidenzia inoltre un problema strutturale: l’elevato numero di posti di sostegno precari rispetto a quelli stabili. Confermare ogni anno gli stessi docenti, secondo questa lettura, non risolve la criticità, ma la mantiene.

I docenti senza specializzazione

Infine, viene segnalato un rischio concreto: potrebbero essere confermati anche docenti senza specializzazione, mentre insegnanti specializzati restano esclusi. Una situazione che, secondo ANIEF, può incidere sulla qualità dell’inclusione scolastica.

Ora tutto dipende dalla decisione del TAR e dai tempi della giustizia amministrativa: capire se e come si interverrà prima dell’avvio delle procedure sarà determinante per l’organizzazione del prossimo anno scolastico.