Dopo un precariato di 36 mesi di servizio, il lavoratore ha diritto a un risarcimento. Un principio ormai consolidato dalla giurisprudenza, con cui il legislatore dovrà prima o poi fare i conti, e questo vale soprattutto per il mondo della scuola, dove la supplentite resta un fenomeno su larga scala estremamente penalizzante per i lavoratori stessi e per gli studenti.
Stabilizzazione dopo tre anni di servizio
La recente pronuncia della Corte di Cassazione, che ha ribadito, come del resto Bruxelles, la necessità di ridurre esponenzialmente l’abuso dei contratti a termine nella Pubblica Amministrazione, apre la strada a ricorsi non solo per l’ottenimento dei risarcimenti ma anche per la stabilizzazione dopo tre anni di servizio contraddistinti dal precariato.
La Corte di Cassazione ha sancito che il ricorso reiterato a contratti a tempo determinato per coprire esigenze permanenti va contro i principi europei e nazionali in materia di lavoro.
I principi da tenere presenti sono innanzitutto il superamento dei 36 mesi di servizio, anche non continuativi. È questa la soglia oltre la quale il ricorso ai contratti a tempo determinato configura un abuso nei confronti del lavoratore.
Quando questa fattispecie si configura, secondo i giudici l’amministrazione deve giustificare in modo concreto il motivo dell’eccessivo ricorso al tempo determinato.
La pronuncia della Cassazione
Quando, nonostante questo, l’abuso si configura, il lavoratore ha diritto a tutela risarcitoria. In alcuni casi ha anche diritto alla stabilizzazione. Ma se per il risarcimento si tratta ormai di prassi codificata, non lo stesso si può dire del passaggio al contratto a tempo indeterminato.
È evidente però che qualcosa sta già cambiando e necessariamente dovrà cambiare nei prossimi mesi e, in questo senso, le pronunce positive dei giudici in caso di ricorso non potranno che rafforzare questo principio.
Proprio la pronuncia della Cassazione rappresenta un punto fermo e un precedente con cui confrontarsi, da cui ripartire, in modo che nel breve periodo anche a livello ministeriale, con riferimento alla scuola, si possa passare a provvedimenti chiari. In attesa del doppio canale di reclutamento anche su posto comune da Gps.
