E’ ancora calda la firma sul rinnovo del contratto scuola, che ha portato a gennaio aumenti di stipendio e arretrati e che porterà a febbraio il pagamento del bonus una tantum (ma bisogna ancora definire la parte normativa) ma già si parla del prossimo rinnovo di contratto.
I buoni pasto
E’ quello relativo al nuovo contratto collettivo 2025-2027, che ministero e sindacati vogliono riuscire a firmare entro il 2026. Un segnale che sarebbe molto importante perché porterebbe ulteriori rinnovi ravvicinati, aumentando ulteriormente gli stipendi del personale scolastico.
Si dovrà discutere anche di altre questioni importanti, come quella dell’introduzione dei buoni pasto nella scuola almeno per i docenti, o per un parte del personale scolastico.
Per quel che riguarda la parte normativa, i sindacati hanno già le idee chiare sugli interventi necessari. Oltre ai buoni pasto, si punterà a formazione continua e strutturata per il personale, riconoscimento di chi lavora nelle scuole italiane all’estero, il rafforzamento delle relazioni sindacali, a partire dalla trasparenza nella gestione interna delle scuole.
L’intelligenza artificiale
D’Aprile di Uil Scuola parla chiaro: “Si escludono spese militari dai vincoli di bilancio, ma si continuano a tagliare fondi all’istruzione. Eppure i sondaggi lo dicono chiaramente: per i cittadini, la scuola è una priorità nazionale. Bisogna agire di conseguenza”.
C’è poi da affrontare il tema delicato dell’intelligenza artificiale nelle scuole, sempre più presente sia nella quotidianità degli studenti che degli insegnanti: “La tecnologia può essere utile, ma non dovrà mai sostituire la funzione educativa dei docenti. La scuola è prima di tutto relazione, pensiero critico, crescita umana. Le innovazioni vanno governate, non subite. Soprattutto in un tempo complesso, segnato da instabilità e disorientamento, bisogna mettere sempre al centro la persona. La tecnologia è un mezzo, non il fine”.
