Giovedì riprende la trattativa per il rinnovo del contratto scuola per il triennio 2022-2024. Appuntamento all’Aran il 4 settembre tra ministero e sindacati per discutere delle tematiche chiave che porteranno a un nuovo accordo o a un nuovo rinvio.
Aumento di 150 euro
Aumento stipendio e buoni pasto le questioni principali, ma non solo. I sindacati chiederanno uno stanziamento superiore rispetto a quello messo sul tavolo dal ministero, i 500 milioni che secondo l’amministrazione dovrebbero bastare a ridurre il gap rispetto all’inflazione, non sembrano sufficienti.
Sulla base delle ultime trattative, si potrebbe chiudere l’accordo con un aumenti lordo medio di circa 150 euro mensili. Un aumento percentuale del 6%, troppo poco rispetto al 17% di inflazione reale segnalata dai sindacati.
Se l’accordo fosse stato chiuso entro lo scorso luglio, si poteva sperare di assicurare in busta paga gli aumenti a docenti e personale ATA entro fine anno, comprensivi del saldo degli arretrati. Ma l’accordo è ancora lontano, e quindi se ne riparlerà nel 2026, accumulando un ulteriore ritardo rispetto a un contratto scuola già abbondantemente scaduto. Nel frattempo in busta paga è intervenuta l’indennità di vacanza contrattuale, raddoppiata a luglio, per compensare l’attesa, ma si tratta di cifre irrisorie, rispetto a un aumento che di per sè, a cifra piena non sembra comunque bastare.
La questione dei buoni pasto
A rendere ancora più difficile la chiusura della trattativa, la richiesta di Anief di introdurre i buoni pasto per il personale della scuola. Misura che secondo Naddeo di Aran non dispone di coperture economiche sufficienti, se non per una parte del personale scolastico.
Insomma tanti i temi che verranno affrontati il prossimo 4 settembre, ma le distanze tra le parti non sembrano ancora così ridotte da consentire ottimismo in vista di un rinnovo che potrebbe quantomeno garantire al personale scolastico un primo passo verso gli aumenti indispensabili per adeguare le retribuzioni scolastiche.