Sono settimane intense per la definizione del futuro delle graduatorie Gps, canale fondamentale per la scuola italiana per l’assegnazione annuale degli incarichi a tempo determinato ine state mediante la procedura prima di presentazione delle 150 preferenze e poi con l’assegnazione delle cattedre mediante algoritmo. Algoritmo che nel 2026 potrebbe essere oggetto di una svolta impattante sul mondo della suola, con l’apertura del ministero alla revisione del meccanismo per cui al momento non torna indietro.
Un canale alternativo per la stabilizzazione
Ma le Gps sono oggetto di attenzione anche per la possibilità che possano costituire un canale alternativo per la stabilizzazione dei docenti da affiancare a quello dei concorsi. Andando a costituire il doppio canale di reclutamento di cui si parla da anni ma che negli ultimi mesi sembra essere davvero nei pensieri del ministero.
Una possibilità di arrivare al doppio canale di reclutamento la potrebbe offrire il testo del disegno di legge presentato dalla senatrice Bucalo (FdI), finalizzato a consentire l’immissione in ruolo sia mediante concorso che graduatorie ordinarie come appunto le GPS.
Una possibilità che vede d’accordo anche le organizzazioni sindacali, consentendo ordinaria e non più straordinaria l’assunzione da GPS.
Secondo la proposta, l’assunzione a doppio canale istituirebbe due canali distinti di reclutamento: uno tramite concorso (per esami e titoli) e uno tramite graduatorie per soli titoli.
Priorità a chi ha più titoli o servizi
Marcello Pacifico, Presidente Anief, spiega a Orizzonte Scuola che “attualmente, nel reclutamento da GPS sostegno, vengono assunti anche docenti che non hanno esperienze di servizio. La logica del doppio canale è simile a quella delle vecchie GAE: chi possiede un titolo abilitante (anche senza servizio) può essere assunto, in base alla posizione in graduatoria. L’anzianità e il punteggio fanno comunque la differenza nell’ordine di assunzione. ANIEF ritiene giusto che chi ha un titolo valido non debba sostenere decine di concorsi per ottenere il ruolo. La priorità va a chi ha più titoli o servizi, ma anche i neoabilitati devono poter entrare in graduatoria. Questo modello, in passato dichiarato legittimo dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione, rappresenta un equilibrio tra merito, abilitazione e continuità didattica. Dopo la fine del PNRR, ANIEF auspica un ritorno stabile a questo sistema, utile anche per ridurre la precarietà e prevenire l’abuso di contratti a tempo determinato.”