Quasi 250mila contratti da precari per i docenti e il personale Ata della scuola italiana alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico. Nulla o quasi è cambiato nella scuola italiana nonostante i tanti concorsi scuola ravvicinati e le iniziative del ministero.
La contestazione del ministero
A farne le spese non solo i docenti privati di una stabilità contrattuale, economica e professionale, ma anche e soprattutto gli studenti. Problema che si acuisce particolarmente nel caso del sostegno. Ambito scolastico tra i più coinvolti dal precariato. Numeri dei sindacati che il Ministero dell’Istruzione e del Merito contesta.
Le statistiche ufficiali non coincidono con la lettura delle parti sociali, in virtù di oltre 50mila precari che secondo il ministero sono stati appena assunti con contratto a tempo indeterminato. Capitolo sostegno: il ministero parla di percorso di stabilizzazione “implicita” grazie alla nuova normativa che consente alle famiglie di studenti con disabilità di confermare lo stesso docente dello scorso anno.
La conferma sul sostegno
Secondo fonti interne al Ministero, come riporta oggi Ansa, addirittura la metà dei docenti precari in questo ambito dovrebbe rimanere in servizio nella stessa scuola anche per l’anno scolastico 2025-2026 da un anno all’altro. Ma i sindacati contestano questa lettura, ritenendo questa procedura lontana dalla continuità sul sostegno di cui ci sarebbe bisogno con contratti ver e propri a tempo indeterminato.
Secondo i sindacati le immissioni in ruolo sancite dal ministero non bastano e il numero complessivo dei supplenti è ancora inaccettabile.
Il reclutamento non funziona e il risultato sono i tanti posti che restano scoperti. I 7mila posti assegnati con la mini call veloce sono per i sindacati l’emblema di un’occasione sprecata, perché avrebbero potuto essere molti di più con una gestione diversa dei posti in deroga.
L’avvio dell’algoritmo
Il tutto alla vigilia dell’avvio dell’algoritmo per le supplenze che potrebbe partire domani 23 agosto con la fase riservata proprio alla conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia, che potrebbe aprire un nuovo capitolo di polemiche e contestazioni.
