Bloccati i Corsi Indire: è scontro tra università e ministero sull’assegnazione dei posti

Qualche segnale nei giorni scorsi è arrivato per quel che concerne l’avvio dei percorsi di specializzazione su sostegno Indire ex art. 6 e 7 del DL n. 71 del 31 maggio 2024. Un po’ più avanti quelli riservati ai triennalisti, ancora tutto fermo per gli abilitati estero, anche perché è ancora in corso la procedura di rinuncia al contenzioso.

Secondo ciclo in stand by

Le settimane passano e la scadenza di fine anno si avvicina: in tutto ciò il ministero vorrebbe dare il via a breve anche a un secondo ciclo per far rientrare i triennalisti che non hanno ancora perfezionato il requisito di accesso per partecipare al primo ciclo. I percorsi dureranno almeno 4 mesi.

Dopo l’avviso del 22 maggio scorso con cui il Ministero sanciva l”avvio della ricognizione delle Università interessate ad attivare i percorsi, di fatto non è avvenuto più nulla. E’ vero che c’è stata una proroga per le università. ma questa proroga fissata per il 7 giugno è comunque scaduta.

A bloccare la situazione degli specializzati estero, come detto, il fatto che è ancora aperta la finestra temporale per la rinuncia al contenzioso entro il 25 giugno.

Le università non ci stanno

Qualcosa si è mosso nelle scorse ore, con diversi bandi pubblicati dalle Università che stanno per avviare i corsi per i triennalisti, ma si tratta comunque di corsi che non possono partire se non arriva prima l’autorizzazione da parte del Ministero.

A rallentare la procedura una questione tecnica, spiegata dall’Università Link: “Le Università sarebbero in grado di specializzare 52.000 docenti autonomamente e senza il coinvolgimento di INDIRE; dall’altra parte, la ripartizione prevede solo 1800 posti assegnati agli atenei per la secondaria di secondo grado, parlando, dunque, di numero chiuso. In questo caso, le università verrebbero relegate a mero supporto tecnico-operativo a una struttura, INDIRE, esterna al mondo accademico. Le università hanno prontamente esposto le loro osservazioni circa la distribuzione non equa dei posti a disposizione e la situazione a dir poco paradossale. Pertanto, la soluzione individuata per rivendicare il loro ruolo è l’apertura di un tavolo tecnico”. In tutto ciò nessuna notizia nemmeno per quel che riguarda il prossimo ciclo Tfa.