Non sono arrivate ne conferme ne smentite da parte del ministero all’indiscrezioni dei giorni scorsi riportati da diverse testate autorevoli come Il Messaggero e il Sole 24 ore inerenti il pagamento a giugno del saldo degli arretrati relativi al taglio del cuneo fiscale, con relativa introduzione in pianta stabile del provvedimento che è stato adottato con le Legge di Bilancio 2025 a partire dallo scorso gennaio.
Gli arretrati
Proprio da quella data faranno riferimento gli arretrati del taglio del cuneo fiscale, che ammontano a circa 80 euro al mese netti in media. Non tutti, in ogni caso, riceveranno gli arretrati, anche se il ministero dovesse decidere di pagarli.
Infatti che già si trovava sotto i 35mila euro di reddito nel 2024 e anche nel 2025, percepiva già i benefici del taglio del cuneo fiscale. Invece chi si trovava sopra i 35mila euro, ma sotto i 40mila euro, non ha beneficiato del taglio del cuneo fiscale. Saranno questi ultimi a ricevere il vantaggio economico del taglio previsto in legge di bilancio 2025. Restano esclusi gli altri docenti e personale ata. Lo spiega La Tecnica della scuola.
Infatti la legge di bilancio 2025 prevede il taglio del cuneo fiscale anche per i redditi che vanno da 35mila euro a 40mila euro. La decisione consente l’ampliamento della fascia di reddito rispetto al 2024, anno in cui era già previsto il taglio del cuneo fiscale. In quel caso, solo per i redditi fino a 35mila euro.
La conferma
La manovra di bilancio per l’anno 2025 ha riconfermato i tagli al cuneo fiscale del 2024 per i lavoratori dipendenti ampliando la platea dei beneficiari fino ai 40mila euro di reddito.
I primi quattro mesi dell’anno sono stati caratterizzati dall’assenza del taglio del cuneo fiscale. Secondo “Il Messaggero” di Roma, il Governo li introdurrà nei cedolini dei dipendenti pubblici, compresi docenti e personale ata, nel mese di giugno 2025.
Il taglio e gli arretrati riguardano i docenti e il personale Ata che nel 2024 ha percepito un reddito annuale tra i 35mila euro e i 40mila euro. Percepiranno in media 400 euro netti di arretrati e 80 euro in più nello stipendio del mese di giugno.
