Prosegue il silenzio del ministero sulla questione della pubblicazione del voto minimo per l’accesso alla prova orale da parte degli Uffici scolastici in seguito al pasticcio delle prova scritta del concorso DDG n. 3059/2024 per la scuola secondaria. Il ministero contava di concludere questo secondo concorso della fase transitoria in tempi brevi rispetto al primo, anche in virtù del terzo Pnrr all’orizzonte, da bandire entro fine anno.
I chiarimenti del ministero
Anche in questo senso era stata cambiata la normativa del Pnrr 2 con uno sbarramento nell’accesso dalla prova scritta all’orale, che ora richiede un voto minimo separato dal 70 richiesto nel concorso precedente, con il dm n. 214 del 24 ottobre 2024 che prevede l’accesso alla prova orale del triplo dei candidati per classe di concorso nella regione considerata, più tutti coloro che hanno il punteggio dell’ultimo candidato ammesso.
Il caso deriva dai punteggi assegnati nella pagina personale Concorsi e procedure selettive, cambiati diverse volte con due punti assegnati a volte in più a volte in meno. Tutte operazioni prive di chiarimento ufficiale da parte del ministero.
In attesa della pubblicazione dei voti minimi da parte degli Usr, è arrivata oggi notizia della decisione da parte della commissione nazionale di annullare un quesito, dal momento che nelle opzioni di risposta non ci sarebbe quella corretta. Questo renderà necessario organizzare una nuova prova suppletiva il prossimo 5 maggio per chi ha partecipato al turno della domanda annullata (turno pomeridiano del 27 febbraio).
La richiesta ufficiale
Nel frattempo però arriva una richiesta ufficiale del M5S che chiede di chiarire tutti i dubbi sulla trasparenza del ricalcolo dei punteggi e di chiarire le conseguenze per l’accesso alla prova orale.
“È inaccettabile che un intero sistema di reclutamento venga gestito con tale superficialità, mettendo a rischio non solo le aspirazioni dei candidati ma anche la credibilità dell’istituzione scolastica stessa _ concludono i deputati di M5S – Serve rispetto per chi lavora e studia per anni in attesa di un’occasione: non silenzi e soluzioni improvvisate”.