Valditara non ne sapeva nulla, Salvini nemmeno. La questione dei tagli alla scuola è diventata una questione politica non solo per aver prestato inevitabilmente il fianco alle critiche dell’opposizione nell’ambito della presentazione della manovra 2027, ma anche all’interno della maggioranza. Al punto che già nelle scorse ore è arrivata una marcia indietro che viene confermata proprio dal ministro dell’Istruzione Valditara: “Durante l’iter parlamentare della legge di bilancio lavoreremo per eliminare completamente la misura”.
L’interrogazione alla Camera
Lo ha detto alla Camera dei Deputati, nel corso delle interrogazioni a risposta immediata sui tagli della bozza della legge di bilancio 2027. Questa la risposta di Valditara, che non ha risparmiato in apertura di intervento una stoccata ai precedenti Governi sulla questione dei tagli degli insegnanti:
“Gentili onorevoli, occorre essere molto chiari su questo punto: i tagli organici dei docenti sono stati effettuati in misura rilevante dal governo Draghi, con l’allora ministro Bianchi del Partito Democratico, e sono stati votati da molti parlamentari dell’attuale opposizione, portando a oltre 10.000 tagli complessivi (10.157 posti in meno).
A differenza di quel governo, noi abbiamo provveduto a incrementare in modo strutturale le risorse per la scuola. Secondo le certificazioni degli uffici studi di Camera e Senato, con le prime quattro leggi di bilancio di questa legislatura si è registrato un aumento strutturale delle risorse pari al 13,1% rispetto al 2022. Abbiamo dunque incrementato le risorse del sistema scolastico del 30% in più rispetto a quanto fatto nell’intera legislatura precedente, quando — nonostante gli investimenti straordinari dell’epoca Covid — ci si era fermati a un dato molto più modesto (+9,58%). Inoltre, secondo i dati Eurostat, l’Italia spende complessivamente per ogni alunno più della media europea.
Questo governo ha assunto finora circa 206.000 unità di personale e sono già stimate altre 40.000 assunzioni di docenti per il prossimo anno scolastico. In questa legislatura i docenti assunti saranno ben più di 20.000 rispetto alla legislatura precedente, salvando anche migliaia di idonei dei concorsi passati che erano stati abbandonati dal precedente governo.
L’impegno del ministro
Grazie alle nostre politiche di reclutamento e agli investimenti effettuati in questi anni, il rapporto studenti/insegnanti in Italia, secondo i dati OCSE, è inferiore sia alla media UE sia alla media OCSE per tutti i livelli di istruzione. Inoltre, secondo i dati Invalsi relativi all’anno scolastico 2025-2026, il numero medio di alunni per classe è pari a 17,6 nella primaria, 19,3 nella secondaria di primo grado e 19,6 nella secondaria di secondo grado.
Premesso tutto questo, riteniamo fondamentale valorizzare l’organico di potenziamento. Si tratta di docenti preziosi per assicurare la personalizzazione della didattica, ampliare l’offerta formativa, prolungare il tempo scuola e supportare i nostri piani Agenda Sud e Agenda Nord. Grazie a questo organico abbiamo ottenuto straordinari risultati nel contrasto alla dispersione scolastica, che ci vengono riconosciuti universalmente.
Intendiamo dunque lavorare affinché, durante l’iter parlamentare della legge di bilancio, la misura del taglio possa essere completamente eliminata”.