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Scuola

Quasi 5mila posti docenti in meno ma “nessuna cattedra tagliata”: Bucalo chiarisce, ma restano i dubbi

In un’intervista a Orizzonte Scuola la senatrice Ella Bucalo chiarisce alcuni aspetti sul tanto discusso taglio di quasi 5000 cattedre che ha sancito la Legge di Bilancio 2027.

Taglio di quasi 5.000 posti docenti: chi rischia?

La Legge di Bilancio 2027 prevede, a partire dall’anno scolastico 2027/2028: 4.925 posti docenti in meno, 2.049 posti ATA in meno per un totale di 6.974 posti complessivi in meno.

Bucalo sostiene che non saranno eliminate le cattedre utilizzate per le lezioni ordinarie, ma che si interverrà principalmente sui posti di potenziamento.

Se per esempio una scuola ha 30 docenti: 27 insegnano regolarmente nelle classi e 3 sono utilizzati per il potenziamento, cioè recupero, approfondimento, progetti e altre attività.

Con la riduzione degli organici, quella scuola potrebbe ritrovarsi con 27 docenti anziché 30, perdendo i tre posti di potenziamento.

Questo non significa che i tre insegnanti vengano licenziati. Significa però che potrebbero esserci meno posti disponibili per le assunzioni e per le supplenze.

E questo è il punto che Bucalo tende a ridimensionare: anche senza licenziamenti, si tratta comunque di una riduzione effettiva dell’organico.

Docenti A-23: cosa succederà?

La classe A-23 riguarda gli insegnanti di italiano come seconda lingua per gli studenti stranieri.

Questi docenti sono particolarmente preoccupati perché molti dei loro posti sono collegati al potenziamento.

Bucalo afferma che il Governo non intende cancellare la funzione degli insegnanti A-23, che l‘insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri resta una priorità e che le competenze dei docenti A-23 devono continuare a essere valorizzate.

Ma non garantisce esplicitamente che tutti gli attuali posti A-23 saranno mantenuti. Rassicura sul futuro della materia, ma non chiarisce quanti posti resteranno concretamente disponibili.

Idonei concorso 2020: perché è stato ritirato l’emendamento?

Era stato presentato un emendamento che riguardava anche le possibilità di assunzione degli idonei del concorso 2020. L’emendamento è stato ritirato. Bucalo spiega che il motivo sarebbe la volontà di trovare una soluzione ancora più favorevole.

Secondo la senatrice, avendo ormai raggiunto gli obiettivi di assunzione previsti dal PNRR, il Governo avrebbe maggiore libertà per intervenire sul reclutamento.

Per il momento non cambia nulla, ma Bucalo lascia intendere che nei prossimi mesi potrebbero arrivare nuove disposizioni per favorire le assunzioni degli idonei del 2020. Non indica però né una data né una misura precisa.

Cosa significa realmente per i precari?

Se la riduzione si concentrerà sul potenziamento, potrebbero esserci meno posti per le immissioni in ruolo e meno incarichi annuali da GPS, soprattutto nelle classi di concorso interessate.

Per i docenti già di ruolo non sono previsti licenziamenti automatici, ma la distribuzione concreta dei tagli deve ancora essere definita.

Il testo della Manovra attualmente non stabilisce esplicitamente che tutti i 4.925 posti saranno sottratti esclusivamente al potenziamento. Questa è la linea indicata dalla senatrice, non ancora una garanzia normativa.

Inoltre, la Manovra 2027 è ancora un disegno di legge e può essere modificata dal Parlamento.

Bucalo rassicura quindi sul mantenimento delle cattedre ordinarie, ma conferma che quasi 5.000 posti docenti verranno eliminati dall’organico previsto. La vera questione non è tanto sapere se gli insegnanti perderanno il lavoro, quanto capire quante opportunità di assunzione e supplenza verranno meno dal settembre 2027.

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