Nei giorni degli episodi di violenza con protagonisti ragazzi e studenti nelle piazze, sale alla ribalta della cronaca anche ciò che è successo in un istituto scolastico di Torino: protagonista suo malgrado un docente, incaricato come responsabile della sicurezza dell’istituto, che avrebbe dato uno schiaffo a un alunno durante una protesta studentesca.
La ricostruzione dei fatti
Sullo sfondo sempre le proteste studentesche di questi giorni, nello specifico l’occupazione della scuola. Al momento dello scappellotto, lo studente si trovava nei pressi di una barricata eretta per bloccare gli accessi dell’edificio.
Il fatto ha acuito la tensione e provocato tensione tra collettivi, personale scolastico e forze politiche. Il docente è stato difeso dall’onorevole Rossano Sasso, capogruppo in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera per Futuro Nazionale con Vannacci. Sasso non ha dubbi nel difendere e ridimensionare l’operato del docente: “È vero, ha dato uno scappellotto a uno studente, e per me ha fatto pure bene”. Secondo l’esponente politico il gesto è arrivato in un momento di emergenza e sarebbe servito a garantire l’incolumità e la libertà di movimento degli altri studenti, la cui uscita o ingresso era impedita dal blocco della porta d’accesso.
La difesa di Sasso
“Lo ha fatto senza cagionare alcun danno al ragazzo, avvertendo uno stato di necessità e una situazione di pericolo per gli studenti, e dunque anche ai sensi dell’art. 54 del codice penale ha fatto bene”, aggiunge il parlamentare.
Sasso poi specifica: “Uno scappellotto dietro il collo gli sta valendo la condanna a reti unificate del pensiero unico. Trent’anni fa lo studente “avrebbe avuto pure il resto” una volta a casa, oggi il docente rischia una denuncia. Chiaramente si è messo contro sinistra, moderati, collettivi e colleghi ideologizzati, ma ritengo che la maggior parte delle persone stia dalla sua parte. E anch’io sto col professore”.